Cari amici, spero che in questo blog troverete notizie per orientarvi nella scelta di un buon allevamento. Troverete anche tantissime foto dei cavalier king della Domus Aventina di Roma, allevamento da cui proviene il mio Scott.
Se la lettura di quanto scriverò aiuterà qualcuno a non soffrire per la morte o le malattie del cucciolo incautamente acquistato, sarà per me fonte di immensa gioia.

Cristina
Per gli appassionati di questa razza segnalo anche Il Cavalier King Charles Spaniel FORUM dove oltre a stare piacevolmente in compagnia scambiandoci notizie e foto, si possono trovare utili informazioni per crescere in modo corretto i nostri Cavalier, approfondimenti su malattie, vaccinazioni, eventuali pericoli da evitare per la loro salute e tutto ciò può servirci nella nostra vita con loro.

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Visualizzazione post con etichetta L'importazione clandestina di cuccioli dell'EST. Mostra tutti i post
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martedì 16 febbraio 2010

Un Amore venuto dall’Est

 
Poco più di due anni fa, tre giorni prima di Natale, con mia grande sorpresa, mia madre se ne esce fuori dicendo che vorrebbe un cagnolino di piccola taglia.
Sono proprio allibita, da quando è morta la sua gattina 2 anni prima, lei non aveva più voluto animali. Il desiderio si è scatenato con la complicità di una sosta davanti ad un negozio per animali che aveva dei cuccioli in vetrina.
Entriamo..., nel negozio ci sono 3 cuccioli, 2 già venduti, il terzo è una tenera e piccolissima Cavalier King, io non conosco questa razza, ma me ne innamoro dopo una prima occhiata, mia madre anche.
La piccolina sembra un po’ malconcia, chiedo comunque il prezzo e me ne viene fornito uno per un Cavalier con pedigree e uno per un cagnolino che ne sia sprovvisto. La negoziante resta evasiva quando le chiedo il nome dell’allevatore.
Usciamo.....e dico a mamma che le regalerò un Cavalier King al mio rientro dalla Slovenia dove dovevo trascorre le vacanze di Natale con mio marito, perché avevo bisogno di più tempo per indirizzarmi verso un allevamento serio.

Mamma ci rimane male, lo vedo e lo sento, lei lo voleva per Natale.

Mi resta dentro il dispiacere per non essere in grado di accontentarla prima di partire per le vacanze. Appena rientro, mi dicevo, mi metterò alla ricerca del Cavalier, si merita di essere felice mia madre, vive sola da tanti anni ed è un po’ in depressione.
Ma volendola accontentare inizio subito a cercare su internet, i primi allevamenti che trovo sono lontanissimi e mi avvertono che non hanno cuccioli disponibili.

E così faccio l’unica cosa che mi sembra utile alla ricerca, inserisco un annuncio su internet:
Cercasi cucciolo Cavalier King, zona Romagna.
Sono le ore 24,00 e vado a nanna.
Al mattino dopo, quando accendo il PC, si susseguono i messaggi che mi propongono l’acquisto di cuccioli.

Uno in particolare attira la mia attenzione, è un privato e non abita lontano da casa mia.
Telefono.... mi informa che ha ancora cuccioli disponibili, due maschietti e una femminuccia, mi comunica il prezzo e mi invia le foto dei piccoli.
Mi innamoro subito della femminuccia tricolore, ed inizio a pensare felice che se è un privato amerà moltissimo i suoi cuccioli. In casa non dico nulla, mancavano due giorni a Natale.
Poi ne parlo a mio marito, non è d’accordo , come suo solito mi dice di andare con calma e di cercare un allevamento.
Io ci penso tutto il giorno.... ed alla sera non resisto.... richiamo il tipo al telefono e chiedo se l’indomani posso andare a vedere i cuccioli.....risponde che non è possibile per il giorno dopo.... ma che se voglio vedere i piccoli devo andare la sera stessa....fissiamo un appuntamento....e mi informa che lui comunque non è a casa e che dovrò di richiamarlo quando arrivo nei pressi di casa sua così avviserà la moglie.

Convinco mio marito in un batter d’occhio, saltiamo in macchina, non è lontano da casa, arriviamo in zona velocemente, il tipo al telefono ci aveva fornito l’indirizzo ed aveva avvisato la moglie.
Arrivati a destinazione ci apre una signora. Mi informa subito che la piccola tricolore è stata venduta lo stesso giorno e fa uscire in giardino i due maschietti, uno timidissimo e l’altro una pallina cicciottella vivacissima. E’ amore a prima vista per il cicciottello, in un attimo ci siamo scelti.

Chiedo di vedere la mamma e va a prendere una cagnolina, ma non era sicuramente lei, troppo piccola.

Prendo in braccio il cicciottello e mi accorgo che ha il pancino Blu e si vede che ha subito un intervento.....chiedo spiegazioni e mi dice che aveva 3 piccole erniette e che sono state tolte da una settimana.....ha ancora i punti.....mio marito dice di no..... ma io non resisto..... sono già innamorata di lui e quando decido, nessuno mi ferma.
Ci fornisce il libretto sanitario, ma l’abbiamo vista scrivere sul libretto!!!!

Quando saliamo in macchina ho già deciso, si chiamerà BLU.
Mio marito è preoccupato perché dice che mentre io guardavo Blu e parlavo con la signora rumena che lo vendeva, lui ha visto attraverso la porta di casa socchiusa, un sacco di cuccioli di tutte le razze. Io, presa come ero dal cucciolo, non mi sono accorta di niente. Roby dice che sicuramente arriverà dai paesi dell’Est...... io non sapevo nulla di questo commercio di cani.

E così BLU è venuto a casa con noi avvolto in una coperta. Il suo arrivo non era previsto e non avevo comprato nulla per lui..... la prima notte ha dormito in un cestino con la sua copertina.....che felicità immensa..... è un cucciolino dolce e simpaticissimo.

Nel frattempo stimolata dalla curiosità, comincio ad indagare sul commercio dei cuccioli che vengono importati più o meno legalmente dai paesi dell’est scoprendo cose incredibili.....inizio a preoccuparmi..... e speravo che Blu fosse sano.....chissà quanto aveva già sofferto..... il distacco dalla mamma troppo piccolo..... il viaggio in chissà quali condizioni.....e poi così piccolo già un intervento.

La sera di Natale arrivo a casa di mamma con questo meraviglioso cucciolo.
Avevo già comperato tutte le cose più incredibili per lui e l’avevo già portato dal veterinario che mi aveva incrementato i dubbi sulla provenienza di Blu e abbiamo anche scoperto che ha la coda rotta ed ha cicatrizzato così, il vet. ha ritenuto inutile, doverlo operare

Mamma era fuori di sé dalla gioia.
E, considerato che abitiamo vicine, decidiamo di abituarlo da subito in tutte e due le case.

Il piccolo è bravissimo e di una simpatia unica, cresce bene ed è felice.

Trascorsi pochi mesi, mi accorgo che un testicolo non scende.....corsa dal veterinario.....che mi dice di aspettare un po’.....poi mi consiglia di operare se non scende.....sono preoccupata, un altro intervento!!

Arrivano per Blu i sette mesi.....gli occhietti lacrimano sempre di più.....ogni tanto sbanda e sbatte dove capita.....ed ho visto per un attimo un velo bianco sui suoi occhietti...sono terrorizzata.......altra corsa dal veterinario il quale mi fissa un appuntamento con l’oculista.
Il verdetto è terribile .....Blu non ci vede bene ed ha le cataratte.......è da operare subito....sarà un intervento complicato ed ogni due ore andrà somministrato un collirio..... garanzia di riuscita dell’intervento quasi nulle. Potrebbe diventare cieco 

Sono disperata.....piango per due giorni e comincio ad informarmi attraverso internet..... scopro che tutti gli interventi di questo tipo non hanno portato a nessun miglioramento. Ma allora perché operarlo, solo per farlo soffrire?

Decido a quel punto di rivolgermi a un vet. che nel circondario è considerato bravissimo.
Altra visita oculistica, stesso verdetto, oltre alle cataratte, il condotto lacrimale non è ben inserito, ma mi sconsiglia vivamente di operare.
Blu non ci vede benissimo, ma ci vede, potrebbe rimanere così per sempre o peggiorare in un attimo.

Il problema è genetico!

Iniziamo una cura a base di collirio e gel.

Sono disperata e prometto a Blu che farò tutto il possibile per curarlo e che non lo lascerò mai solo.....gli prometto anche che il prossimo anno gli prenderò un fratellino così avrà un compagno di giochi che lo aiuterà nel caso in cui dovesse diventare cieco.
E lo porto sempre con me, voglia che veda tutto, il mare, i monti, gli animali, il fiume, il suo fratellone Vippe, i suoi compagni di gioco.
 
Non ama molto gli occhialini, ma quando c'è tanto vento sono necessari


Blu a Novembre 2008 è stato operato, gli hanno estratto il testicolo rimasto all’interno ed è stato sterilizzato, ha fatto anche il detartrage ai denti.

Blu ha anche tante paure, nonostante i corsi fatti con un comportamentalista, soprattutto dei camion e dei botti sia dei botti artificiali che i rumori che si possono sentire in casa quotidianamente.

Poi abbiamo avuto tanti problemi con l’alimentazione, esami su esami e abbiamo cambiato ormai non so più quanti tipi di alimentazione-

Ora sta bene e anche i suoi occhietti sembrano migliorati, d’accordo con il vet. abbiamo deciso di non fare nulla per ora, vedremo nel tempo cosa succederà.
So che è un cavalier King fuori da tutti gli standard di razza, ma per me è bellissimo e ci adoriamo.

 
E all'improvviso sul dorso della schiena di Blu ho trovato un cuore.
Mi piace tanto pensare che che questo cuore sia per me 
Ho raccontato la storia di Blu perché tutti possano comprendere quanto è importante non comperare cuccioli nei negozi e da privati, ma solo da allevatori seri che attraverso una accurata selezione genetica garantiscono cani sani e senza tare ereditarie.
Se nessuno comperasse cani importati in quella maniera i traffici cesserebbero.


Blu con il fratellino e la sorellina, queste sono le foto che ricevetti via mail.
Come si può vedere erano su una coperta e c'è paglia intorno in una cantina, sul fratellino sono certa, l'ho visto e anche lui era stato operato di ernia, la sorellina però non l'ho vista e dalla foto pare ci fossero altri cuccioli 
  
Lo scorso anno stava per arrivare una sorellina, ci eravamo innamorati durante un viaggio all’estero,
ma poi ho avuto paura di non farcela, c’erano tante cose da affrontare, ma spero entro questo 2010 di riuscire a mantenere la promessa fatta a Blu.

Vorrei inoltre precisare che in un primo momento volevo denunciare il privato dove ho acquistato Blu, ma non avevo prove, né una ricevuta, né un contratto ed ora comunque così felice di averlo incontrato, poi mi è venuto in mente che anche il libretto sanitario era stato falsificato, il vet. poteva non sapere la provenienza, ma di certo non aveva consegnato il libretto compilato e mi è venuto in mente che avevo una mail.

Così ho cominciato a muovermi, a cercare di avere qualche informazione in più inviando un amico per l’acquisto di un cucciolo, ma i soggetti nel frattempo.................erano spariti.


Le forze dell’ordine, almeno in Romagna sanno benissimo dove potrebbero intervenire, ma non hanno risorse e disponibilità,da noi ci sono già 3 allevamenti denunciati, chiusi,
ma dopo qualche mese torna tutto come prima..
Tra l’altro un allevamento era di un veterinario molto noto in zona, i cani ridotti in uno stato pietoso, sequestrati, molti sono morti, molti stanno girando tra i vari rifugi e non sanno più come fare, ma questo ve lo racconterò un’altra volta

E gli annunci su internet? Avete mai provato a scrivere cercasi cavalier King?


Antonella e Blu

lunedì 15 febbraio 2010

E NOI COSA POSSIAMO FARE?


La tratta dell’Est. Un orrendo destino per i poveri animali. Una truffa anche nei confronti degli ignari compratori. Ma possiamo contrastarla. Ecco come:

1)  Non comprare mai cuccioli di eta’ inferiore a 60 giorni

2)  Meglio evitare di comperare cuccioli nei negozi, soprattutto se
esposti nelle vetrine sono i piu' a rischio e di provenienza sospetta.

3)  Non acquistare cani e gatti a mostre e fiere itineranti.

4)  E’ sempre meglio rivolgersi ad un allevatore di fiducia.
Anche in questo caso però fate molta attenzione...
-diffidate degli allevamenti che hanno sempre cuccioli a disposizione tutto l'anno,negli allevamenti seri bisogna mettersi in lista e attendere con pazienza. I cuccioli non si ordinano dal grossista,bisogna attendere il tempo della gravidanza e i due mesi che devono trascorrere vicino alla madre!
-diffidate degli allevatori che vi chiedono se il cucciolo lo volete con o senza pedigreee,proponendovi prezzi diversi.
Io ho fatto delle telefonate di prova e da un'allevatrice con affisso ENCI mi è stato proposto un cucciolo a 900  o 1500 euro a seconda se lo volevo senza o con il pedigree. Il costo sostenuto da un allevatore x le spese burocratiche del pedigree è di soli 50 euro!!!
-diffidate degli allevamenti che allevano troppe razze.Un buon allevatore dovrebbe allevarne una sola,massimo due!

Il costo di un cavalier king allevato bene è alto,si va dai 1800-2000 ai  2500-3000 euro.
A molti questi prezzi sembrano eccessivi e per questo motivo si rivolgono a chi chiede meno incappando se proprio non si tratta di "canari",in allevatori che fanno accoppiare i loro cani senza badare alle linee di sangue e risparmiano sul costo delle analisi necessarie a garantire che  siano esenti da malattie genetiche,con il risultato di produrre cuccioli con tare ereditarie che faranno spendere all'ignaro acquirente il doppio o il triplo in cure veterinarie...se tutto va bene. Se va male il cucciolo crescendo avrà il destino segnato da malattie progressive che gli accorceranno la vita,rendendola a voi e a lui un percorso doloroso e pieno di sacrifici.
Vale la pena rischiare di affrontare tutto questo?
Se pensate di non poter affrontare una simile spesa potete sempre aspettare un po' e mettere i soldi necessari da parte...dopo la spesa iniziale il vostro cavalier king costerà per mantenerlo come qualsiasi altro cane.

Oppure fate un'opera buona e adottate un trovatello di canile.Vi darà lo stesso tanto affetto se è questo quello che desiderate.

5)  Richiedere la documentazione delle vaccinazioni.

6)  Portare comunque subito il cucciolo acquistato da un veterinario per una bella visita


A CHI RIVOLGERSI


Occorre anche una forte mobilitazione pubblica. Affinche’ i responsabili di questo orrendo traffico, a ogni livello (dall’importatore al commerciante) possano essere perseguiti.

Ecco alcuni indirizzi a cui rivolgersi per segnalare o denunciare manifestazioni o vendite irregolari:




Sede Nazionale LAV Via Piave, 7 - 00187 Roma | Tel 06 446.13.25 | Fax 06 446.13.26 | Email info@lav.it
Lega nazionale per la difesa del cane - Via Fornace del Garbo, 11 - GENOVA tel. 010/7456122

Gaia, animali & ambiente - Via Dogana, 2 - MILANO tel. 02/86465111

Enpa (ente nazionale protezione animali) - Via Attilio Regolo, 27
ROMA tel. 06/3242873

Lega antivivisezionista nazionale - Piazza della Liberta’, 36R
FIRENZE tel. 055/571805

ASL, servizio veterinario, nella propria citta’ di residenza

 LA LAV IN ITALIA

ALCUNE CONSEGUENZE DELLA TRATTA DALL'EST


- recrudescenza della diffusione di malattie che erano ormai praticamente SCOMPARSE dal panorama cinofilo italiano, come cimurro e parvovirosi. I cani dell'Est, debilitati e malnutriti, rappresentano un prezioso serbatoio per questi virus che sono tornati ad appestare le nostre città, diffondendosi a macchia l'olio con gravi conseguenze per TUTTI i cani italiani;

- estrema difficoltà di controllo delle malattie genetiche (displasia dell'anca e del gomito, patologie oculari, patologie cardiache ecc).
Quasi tutti i Club di razza si stanno dando un gran daffare per monitorare e selezionare la popolazione canina, escludendo dalla riproduzione i cani portatori di tare: mentre i cani dell'Est sono quasi immancabilmente affetti da tare genetiche, perché su di loro non esiste NESSUN controllo.
Quando arrivano in Italia e l'ENCI - senza alcun controllo - concede loro un pedigree italiano, questi cani vengono quasi immancabilmente messi in riproduzione dai loro proprietari, a cui fa piacere avere una cucciolata (anche perché persistono dicerie infondate come quella secondo cui la cagna "deve" partorire almeno una volta nella vita) e che ovviamente non hanno idea del danno che possono causare alla razza.
La maggior parte delle persone non sa neppure cos'è il controllo delle malattie genetiche: e non capisce che, se è giusto che il mondo sia dei belli e anche dei meno belli...non è giusto che sia anche dei cani malati, almeno quando si avrebbero i mezzi per evitarlo;

- un'infinità di persone letteralmente truffate e di bambini disperati perché il cucciolo tanto sognato gli è morto tra le braccia dopo pochi giorni;

- sensibile danno per l'allevamento italiano di qualità, che pur affrontando spese ed impegni di grande rilevanza rischia di non vendere i propri cuccioli (sani e tipici).
Perché? Ma perché è considerato "troppo caro"!
Commercianti e cagnari, in realtà, riescono a vendere il cucciolo a qualche centinaio di euro in meno: intanto ci stra-guadagnano lo stesso.
Così gli allevatori seri, per stare almeno nelle spese, devono effettivamente vendere i cuccioli a un prezzo più alto di quello che potrebbero tenere se fossero solo loro a coprire la richiesta nazionale.
Infatti, vendendo di più, potrebbero produrre "un po' di più" : certamente non con i ritmi dei canifici, che oltre ai cuccioli stressano anche le cagne facendole coprire ad ogni calore...ma una cucciolata in più all'anno potrebbero pensare di farla.
E producendo di più e avendo un mercato su cui contare potrebbero abbassare leggermente i prezzi.
In questo modo ci sarebbe anche una maggior produzione di qualità su cui contare e tra cui scegliere i migliori riproduttori, per elevare sempre più il livello della nostra cinofilia.
Mentre oggi capita che allevatori serissimi e coscienziosissimi non abbiano prenotazioni , mentre i cuccioli della stessa razza provenienti dall'Est arrivano letteralmente a carrettate, vanno in vetrina e vengono venduti a ritmi vertiginosi.

CONCLUDENDO:

Se possibile, evitate l’acquisto del cucciolo a Natale: ai vostri bambini regalate una foto della razza che avete scelto, con scritto “Buono per l’arrivo di un meraviglioso cucciolo, non appena l’allevatore sarà pronto per consegnarcelo”.
Ma se proprio DOVETE acquistare il cucciolo sotto le feste, se pensate di non poter sopravvivere un mese in più, se siete assolutamente sicuri che questi siano gli UNICI giorni adatti...allora, vi prego, non comprate cani dell’Est. Per nessun motivo al mondo, qualsiasi favola vi raccontino o provino a raccontarvi.
E se invece avete capito le mie parole, e avete creduto a quella che è semplicemente la verità...parlatene anche con i vostri amici, parenti, conoscenti. Fotocopiate queste pagine e fate opera di volantinaggio.
Spargete la voce più che potete. Perché laddove la legge non arriva a tutelare i cuccioli, forse il passaparola più farlo.

di Valeria Rossi - tratto da "Ti presento il cane"

I CANI DELL’EST

di Valeria Rossi - tratto da "Ti presento il cane"
foto da  mentecritica.net

Molta gente ancora non ha capito cosa si nasconde dietro al traffico di cuccioli dall’Est europeo, ovvero dei cuccioli commercializzati dalla stragrande maggioranza dei negozi e dei cosiddetti “puppy mills”, ovvero sedicenti allevamenti che si pubblicizzano con frasi come “Dieci (o venti, trenta...) bellissime razze! Spedizioni in tutta Italia, isole comprese!”...come se i cuccioli fossero armadietti per la cucina.
Ma che c’è di sbagliato, in fondo, in questi cuccioletti di provenienza ungherese o rumena, che appaiono tanto carini e che (secondo la vox populi, perché la realtà è un po’ diversa) costano meno di un cane di allevamento?
Forse i cani di allevamento sono un po’ più belli...ma se non si è intenzionati a fare esposizioni, cosa importa se un’orecchia è un po’ più lunga, o se il pelo è un po’ meno soffice?
Altra obiezione “classica”: ma andiamo,il cucciolo è un cucciolo, punto e basta! Cosa sono tutti questi problemi? La cosa più logica da fare quando si decide per l’acquisto è andare a cercare il posto: a) più comodo, b) più economico.
Partiamo allora da quest’ultimo punto, chiarendo subito che i cuccioli dell’Est non sono mai “a buon prezzo” come potrebbe sembrare a prima vista.
Infatti quel (poco) che si risparmia all’atto dell’acquisto verrà vanificato dalle spese veterinarie sostenute per rimettere in sesto un cane quasi sempre malato, spesso gravemente.

Ma è proprio vero che i cuccioli dell’Est sono quasi sempre malati?
Purtroppo sì, è vero. Ed è vero perché sono allevati “a basso costo”.
Ma questo non significa assolutamente che ci si sforza di venire incontro al cliente per fargli spendere meno!
Significa invece che:

a) i cuccioli nascono da genitori scelti a casaccio, senza criteri selettivi, perché i test per verificare la presenza di tare genetiche costano cari. Quindi non si fanno. Nessuno controlla le patologie oculari, la displasia dell’anca e del gomito, le malattie cardiache ereditarie. Se i genitori sono affetti non vengono mai esclusi dalla riproduzione (come avviene in un buon allevamento), ma usati (anzi, sfruttati) a più non posso. E i cuccioli ereditano queste malattie;
b) le fattrici sfornano una cucciolata dopo l’altra, ogni sei mesi, senza alcun tempo di ripresa: non sono accudite amorevolmente dopo il parto, ma messe lì in attesa del prossimo calore, come in una catena di montaggio. Ovviamente questo debilita immensamente le cagne, e da madri debilitate possono nascere solo cuccioli deboli;
c) per le madri si usa cibo a sua volta a basso costo, e quindi di bassa qualità, che debilita ancora di più le cagne. I cuccioli vengono a malapena svezzati - sempre con cibo di bassa qualità - e poi impacchettati e spediti, perché tenerli più a lungo comporterebbe un costo aggiuntivo che i “cagnari” si guardano bene dal sostenere;
d) i cuccioli vengono “impacchettati e spediti” intorno ai 30-35 giorni di età, perché a 40 giorni (età in cui risultano più “appetibili” per il cliente) devono già essere in vetrina. Questo significa che non possono essere vaccinati (la prima vaccinazione non si può effettuare prima dei 50 giorni perché non avrebbe alcun effetto, essendoci ancora in circolo gli anticorpi materni). Inoltre, a questa età, il sistema immunitario del cucciolo non è ancora completamente sviluppato: quindi i cani non hanno letteralmente difese contro gli agenti patogeni, i virus, i batteri che possono incontrare sul loro cammino;
e) i cuccioli, per arrivare in Italia dall’Ungheria o dagli altri Paesi sedi dei canifici, viaggiano per almeno due giorni (debilitati e senza alcuna protezione vaccinale) su camion senza riscaldamento, stivati come galline in gabbiette non igienizzate che hanno visto passare altre migliaia di cuccioli...con i risultati che si possono facilmente intuire.

 

  





Perché, allora, i commercianti acquistano i cani dell’Est?
Perché gli allevatori di qualità, che selezionano con cura e amano i loro cuccioli come se fossero loro figli, ben difficilmente vendono ai negozi: infatti gli allevatori di qualità selezionano anche i clienti. Vogliono conoscerli, sapere chi sono, seguirli lungo tutto il cammino della vita del cucciolo. Questo non sarebbe possibile se i cuccioli venissero consegnati a un rivenditore.
In Italia, ovviamente, non ci sono solo allevatori di qualità (magari!)...ed esistono anche allevatori che rivendono ai negozi: ma il loro prezzo non è mai inferiore ai 250-300 euro.
I cani dell’Est costano circa 50 euro...e i conti sono presto fatti.
All’importatore-grossista, così come al rivenditore finale, non importa se qualche cucciolo muore e/o qualcun altro dev’essere sostituito: il risparmio è tale che possono mettere in conto un 50% di decessi senza che questo renda meno remunerativo l’affare...e infatti la percentuale di cuccioli dell’Est che non sopravvive all’importazione si aggira proprio intorno al 50%. Alcuni muoiono durante il viaggio...molti, purtroppo, nelle case dei nuovi proprietari.

Eppure i cuccioli in vetrina sembrano sempre in ottima forma! Come possono essere tutti malati?
Purtroppo possono, eccome.
Solo che, appena sbarcati in negozio, vengono immediatamente riempiti di gammaglobuline (e talvolta anche di eccitanti) per “mascherare” la situazione reale, che si manifesta sempre e solo dopo la vendita.

I cuccioli dell’Est vengono venduti solo in negozio?
No, purtroppo: anche molti sedicenti allevatori sono in realtà degli importatori.
In generale, tutte le strutture che garantiscono la “pronta consegna” di qualsiasi razza di cane sono altamente sospettabili.
Un altro mezzo di diffusione molto noto (e - cosa vergognosa! - addirittura promosso, recentemente, dal Tg5) sono le cosiddette “Fiere del cucciolo”, “Cucciolandie” e affini.

Se un cucciolo muore dopo pochi giorni dall’acquisto, non si dovrebbe avere diritto a un risarcimento?
Certo, la legge lo prevederebbe…ma i negozianti mettono - ovviamente - le mani avanti per tutelarsi.
Ecco alcuni tipici segni di fregatura in arrivo:
a) richiesta di denaro contante e rifiuto di assegni, bancomat, carta di credito;
b) richiesta di firmare una “garanzia” che, se letta attentamente, conterrà sempre assurdità quali la durata di 24-48 ore (pazzesco! Il tempo di incubazione delle più comuni malattie virali è di quindici giorni!), il divieto di far visitare il cucciolo da veterinario diverso da quello suggerito dal negoziante (sembra incredibile, ma abbiamo visto anche questa!) e/o altre postille varie che di fatto sollevano il venditore da qualsiasi responsabilità;
c) la mancata consegna di scontrino fiscale per quanto riguarda il cucciolo: sullo scontrino troverete solo le voci relative al cibo, alle ciotole ecc.

Se un cliente la mette proprio giù dura, il negoziante solitamente sostituisce il cucciolo con un altro (sempre dell’Est, ovviamente!): sappiamo di un caso in cui è morto ANCHE il secondo cucciolo, per di più in una famiglia in cui era presente un bambino...e si può immaginare la sua felicità in tutto questo.
Comunque, in alcuni casi, è ancora possibile intentare una causa ed essere risarciti (anche se si è firmato un contratto-capestro).
Non intendiamo, da queste pagine, dare ulteriori armi ai negozianti disonesti e spiegare loro come difendersi meglio: quindi, se volete saperne di più, scrivete all’indirizzo della redazione o mandate una e-mail a canidellest@tipresentoilcane.com.
Vi metteremo in contatto con l’avvocato Simona Mosconi, che dopo essere stata a sua volta vittima di questo losco traffico (il suo west highland è vissuto solo dieci giorni) è riuscita a far sequestrare i cuccioli dell’Est venduti da un grande pet-shop di Milano ed è ancora sulla breccia, insieme alla nostra rivista, per proseguire questa battaglia.

Tutti i cani dell’Est europeo sono cuccioli di scarto?
Ovviamente no! Questo traffico riguarda solo i cosiddetti “canifici”, ovvero gli allevamenti “a basso costo” in cui si producono cuccioli badando solo alla quantità e non alla qualità.
In Ungheria, Romania e altri Paesi europei esistono anche ottimi allevamenti, che producono ottimi cuccioli...e NON li vendono ai negozi italiani, così come non lo fanno, per i motivi già visti, i migliori allevatori di casa nostra.
Quando si parla di “cuccioli dell’Est” ci si riferisce sempre e solo ai canifici: è importante (e corretto!) specificare che all’Est non ci sono solo canifici, ma è ancor più importante ricordare che i cuccioli che vengono importati e rivenduti da negozi e fiere sono SOLO ED ESCLUSIVAMENTE cuccioli di scarto.
Se il negoziante vi parla di cuccioli “figli di campioni ungheresi”, nove volte su dieci vi sta truffando! Chiedetegli la dimostrazione pratica di quanto sta affermando…e vedrete che succede.

Perché nessuno fa nulla per fermare questo traffico?
La risposta è davvero molto triste: perché E’ TUTTO LEGALE.
Cagnari, canifici e negozi si pubblicizzano impunemente dalle pagine di quotidiani, riviste e perfino riviste specializzate (per quanto ne sappiamo, “Ti presento il cane” è al momento l’UNICA rivista che rifiuta la pubblicità di importatori e rivenditori di cuccioli dell’Est), perché la legge italiana non si interessa del problema; i media non si interessano del problema; nessuno se ne interessa finché magari non acquista un cucciolo per i suoi bambini e il cucciolo muore.
E’ perfettamente legale importare cuccioli, purché in regola con le vaccinazioni: ma i libretti si falsificano senza problema, basta un veterinario complice.
E’ perfettamente legale (ed è VERGOGNOSO che lo sia) esporre i cuccioli in vetrina, a rotazione, così se uno solo di essi fosse malato è garantito che impesta anche tutti quelli che arriveranno dopo di lui (ma intanto ci sono la gammaglobuline!).
E’ perfettamente legale, sempre con la complicità di un veterinario, “dopare” letteralmente i cuccioli per farli sembrare vispi e allegri: basta che il veterinario dichiari che avevano bisogno della somministrazione di quei tali farmaci.
Purtroppo sì, è proprio così: i veterinari complici non solo esistono, ma sono anche numerosissimi.
E l’Ordine dei Veterinari, invece di cercarli uno ad uno e di radiarli ignominiosamente, si preoccupa di punire chi cerca di offrire un servizio sociale...come sta accadendo alla Mutua veterinaria di Torino, di cui parleremo nel prossimo numero.
Di cani dell’Est ho tentato personalmente di parlare ai media (innumerevoli e-mail, fax e lettere spedite a Maurizio Costanzo, Striscia la Notizia e altri): non ho mai avuto nessuna risposta.
Stessa sorte per molte altre persone che conosco, dall’animalista sfegatato al semplice cinofilo a cui è morto il cucciolo tra le braccia.
Certo, in questo traffico sono implicate troppe realtà: negozi, allevatori, veterinari, lo stesso ENCI (che voltura i pedigree ungheresi senza fiatare, dando ai cani dell’Est – o almeno a quelli sopravissuti - un pedigree italiano e la possibilità di riprodursi)...e ovviamente lo Stato italiano, che permette le importazioni senza sufficienti accertamenti.
Andare a mettere il dito nella piaga rischia di sollevare un vespaio non indifferente...e forse per questo, TUTTO TACE.

Tutti i negozi vendono sempre e solo cani dell’Est?
No, non tutti: anche se purtroppo si tratta della stragrande maggioranza.
Però ci sono anche negozianti-allevatori che vendono i propri cuccioli, talora di ottimo livello.

Come faccio a capire se il negoziante vuole vendermi un cucciolo-truffa?
E’ molto semplice. Basta:
a) chiedere la provenienza esatta del cucciolo e farsela mettere per iscritto.
Ricordiamo che i venditori senza scrupoli cercheranno sempre di far leva sui nostri sentimenti, facendoci sentire addirittura dei disgraziati se facciamo domande precise: ma come? L'amore per il cane non viene prima di ogni altra cosa?
Che ci importa della provenienza, dell'età, del pedigree e di tutte queste sciocchezze?
ATTENZIONE: il gioco è vecchio e sporco...e funziona a meraviglia da anni. Ma è ora di finirla.
Se il venditore accenna a motivazione sentimentali per sviare le nostre domande, rispondiamogli gentilmente che poiché il cucciolo non ci viene regalato, ma dobbiamo pagare per averlo, siamo "costretti" a tutelarci e a chiedere precise garanzie come avviene per qualsiasi compravendita.
Quindi restiamo fermi nelle nostre richieste, e se non vengono accontentate andiamocene senza accettare compromessi.
Di musetti dolci come quello a cui potremmo rinunciare è pieno il mondo: di truffatori, per fortuna, no.
b) richiedere una garanzia sanitaria (sempre scritta!) di almeno venti giorni. Se il cucciolo fosse in buona salute e regolarmente vaccinato, il negoziante non rischierebbe nulla, fornendola.
Se non vuole farlo, è perché ha la coscienza sporca.

Come ci si può tutelare?
Innanzitutto nel modo più semplice: non comprando cuccioli in negozio né alla fiere, e non comprando cuccioli da nessun sedicente “allevamento” che venda cuccioli di oltre dieci razze.
Allevare è un lavoro impegnativo, difficile, che richiede amore e pazienza: è già difficile farlo con una-due razze. Con dieci è impossibile.
Chi alleva troppo alleva sicuramente male: può essere un “cagnaro nostrano” o un importatore, ma in ogni caso non vi darà molte garanzie di salute, bellezza e carattere. Quindi, meglio evitare in ogni caso.
Se volete un cane a basso costo, se non vi interessa farlo riprodurre, se non vi importa nulla di esposizioni o prove di lavoro…i canili sono ZEPPI di cani di ogni età, sesso, forma e colore che aspettano solo una famiglia.
Perché cercare proprio il cane di razza?
La risposta più classica è : “Perché mi piace esteticamente. E poi perché da un cane di razza so esattamente cosa aspettarmi: so quanto sarà grande, che tipo di pelo avrà, che carattere avrà!”.
Be’…con i cani dell’Est questo non è MAI vero. Il vostro cucciolo, da adulto, somiglierà - questo sì - alla razza di cui vi eravate innamorati…ma non sarà un BEL rappresentante di quella razza e soprattutto non avrà mai un carattere corrispondente a quello descritto dallo Standard di razza. Un po’ perché, dove non c’è selezione, non ci sono neppure risultati (né morfologici, né caratteriali): un po’ perché il distacco precoce dalla madre e i traumi subiti da TUTTI i cuccioli dell’Est causano immancabilmente problemi di carattere.
Tra i cani dell’Est ho già incontrato personalmente Labrador, husky e golden mordaci, rottweiler timidissimi, beagle inavvicinabili dai bambini e così via.

Se nessuno comprasse più i cuccioli dell’Est, quei poverini che fine farebbero?
Questa domanda sembra assai più sensata di quanto non sia…perché in realtà non dovremmo preoccuparci di “salvare dei cuccioli”.
Se nessuno comprasse più cani dell’Est, i negozianti smetterebbero di rifornirsi dagli importatori. Se gli importatori non comprassero più cuccioli, gli allevatori smetterebbero di produrli e si dedicherebbero ad altro.
I cuccioli non vengono al mondo da soli: se nessuno potesse più godere del business a loro legato, si smetterebbe semplicemente di far nascere dei poveri infelici.
Per quanto riguarda quelli già presenti, occorrerebbe SUBITO una legge severa sulle importazioni (legge che NESSUNO sta richiedendo con sufficiente forza: neppure le associazioni animaliste): a questo punto dovrebbe partire una bella indagine sui cuccioli già presenti in Italia. Quelli in perfette condizioni potrebbero essere commercializzati…mentre gli verrebbero sequestrati, affidati a canili sanitari e poi dati in adozione (ma gratuitamente, dopo essere stati curati).[ In campo legislativo qualcosa si sta muovendo adesso...speriamo!!! ndr]
Non so se una legge seria ci sarà mai: noi ci proviamo...ma visto come il Governo ha affrontato il problema dei “cani pericolosi”, ho seri dubbi su quello che potrebbe inventare per arginare il traffico dei cani dell’Est.
Quindi, al momento, le uniche cose da fare per contrastare questo traffico sono due:
a) NON COMPRARE cuccioli nati in un canificio:
b) INFORMARE più persone possibile: parenti, amici...e pure nemici, perché troppa gente ancora NON SA. Ed è così che questo traffico prospera: sull’ignoranza del pubblico...e sulla pelle dei cuccioli.

E’ possibile che un negoziante sia in buona fede, e non sappia cosa si nasconde dietro a questo traffico?
Per quella che è la mia personale esperienza, NO. Non è possibile. Semplicemente perché non è possibile che il negoziante consideri “normale” una percentuale di cuccioli malati e/o morti come quella che riguarda i cani dell’Est.
Tutti i commercianti che finora sono stati messi alle strette, anche se al cliente avevano fatto credere di essere degli ignari angioletti, alla fin fine sono risultati perfettamente consapevoli.
E’ dura farglielo ammettere (è stata dura anche per la Guardia di Finanza, nei casi che ha trattato)...ma finora la realtà pare essere sempre e solo questa: negozianti e cagnari sanno benissimo quello che fanno.

Alla fine di questo articolo vorrei dare anche la mia testimonianza. 
Dicembre 2008...ero in giro x i regali di Natale in un importante centro commerciale di Roma, passo davanti al pet shop e vedo parecchia gente all'interno,mi avvicino x guardare e scappo via inorridita...avevo Scott con me!
Il giorno seguente ho mandato mio figlio a scattare delle foto con il telefonino,raccomandandogli di non farsi notare...con certa gente non si può mai sapere!
Ve le mostro...

 
  
  
  

Il giorno dopo è partita la denuncia alla LAV tramite email e con tanto di foto allegate...
non penso sia servito a molto,ma non potevo far finta di niente!!!

Se avete occasione di vedere nei negozi di animali spettacoli del genere,vi prego,fate come me...DENUNCIATELI!!!

Purtroppo molto spesso i negozianti sono più furbi...salvano le apparenze imbottendo i cuccioli di antibiotici e cortisonici...arrivati a casa,senza più medicinali che mascherino il loro stato,cominciano a star male...
di varie persone che mi hanno detto di aver comprato animali,non solo cani,in questo negozio,non ne è sopravvissuto uno!!!

"La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali"
(Mohandas Karamchand Gandhi)