Cari amici, spero che in questo blog troverete notizie per orientarvi nella scelta di un buon allevamento. Troverete anche tantissime foto dei cavalier king della Domus Aventina di Roma, allevamento da cui proviene il mio Scott.
Se la lettura di quanto scriverò aiuterà qualcuno a non soffrire per la morte o le malattie del cucciolo incautamente acquistato, sarà per me fonte di immensa gioia.

Cristina
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martedì 17 aprile 2012

L'educazione cinofila vista da me,una dilettante con tanta buona volontà

Riporto qui un articolo scritto qualche tempo fa per il mio sito, mi pare una buona premessa per parlare di educazione e comportamento del cane. Non sono un'educatrice cinofila e questo forse mi consente di mettermi nei vostri panni e di scegliere i futuri articoli su temi che ritengo utili...lo spero!

Non desidero dare consigli a nessuno, ma solo raccontare la mia esperienza e il mio punto di vista...cominciamo!
Prima cosa da fare quando si adotta un cane...INFORMARSI!
Parlo di informazione a 360° gradi, quindi non basta cercare info sulla razza, carattere, malattie genetiche e predisposizione ad altre malattie nel corso della vita. Ogni razza ha il suo punto debole, purtroppo il Cavalier King ne ha diversi, alcuni molto importanti, altri meno, ma è bene conoscerli tutti per essere preparati sia nella scelta dell'allevamento quando si cerca un cucciolo, sia nella gestione del proprio Cavalier nel corso degli anni a venire.
Nella scelta bisognerebbe mettere in primo piano come criterio il carattere della razza, ci sono grandi differenze anche tra i cani di piccola taglia e non tutti sono cani "da compagnia", cioè adatti ad una pigra e tranquilla vita tra le mura domestiche...il Cavalier pur essendo un cane attivo, si adatta bene anche a questo tipo di vita ed è perciò un perfetto compagno anche per le persone anziane.

Uno dei primi problemi che dovremmo porci è quello dell'educazione, ma spesso e soprattutto per questa razza, il problema viene sottovalutato.

Non è una razza aggressiva e il fargli credere di poter fare quello che vuole non procurerà grossi danni se non una convivenza non proprio felice con un cane ansioso (crede di avere lui la responsabilità di decisione) e la difficoltà di ottenere da lui il comportamento che desideriamo. 
E' il cane affettuoso e gioioso per eccellenza e farà tantissime feste a tutti, ma siamo sicuri che questo farà piacere proprio a tutti? Forse insegnargli a stare tranquillo al suo posto ed aspettare che siano gli altri a dargli confidenza ci eviterà situazioni imbarazzanti con chi con i cani non familiarizza facilmente...queste persone non sono generalmente tra i miei amici, ma immaginatevi la scena in un ascensore...un estraneo lancia solo un'occhiata al vostro cane e lui parte di scodinzolio, si alza sulle zampe verso l'ignaro estraneo e comincia a pretendere delle coccole che lui nemmeno si sogna di fargli...succede credetemi e molto più spesso di quello che si possa pensare! Stesso discorso nei locali pubblici...insomma , un cane educato vi renderà la vita più semplice e lo porterete più spesso in giro con voi senza timore di trovarvi in situazioni imbarazzanti.
Suonano alla porta, ecco che arriva qualcuno...vanno subito in tilt e aspettano ansiosi che voi apriate la porta per saltare addosso al malcapitato ospite.
Siamo al parco, in spiaggia o in qualsiasi altro luogo dove vorreste lasciarlo libero. Il cane è curioso di natura, ha un olfatto molto più sviluppato del nostro e in un ambiente nuovo i tanti odori avranno il sopravvento. Parliamoci chiaro, alcuni non capiranno più niente, annuseranno dappertutto in maniera frenetica e NON VI VEDRANNO PIU', diventerete praticamente invisibili ai loro occhi...li chiamate e non vengono, li chiamate di nuovo e di nuovo ancora, ma loro sono impegnati in cose più interessanti.

Ho elencato solo alcune delle situazioni in cui io e sicuramente molti altri si saranno trovati. 
Scott è stato il mio primo cane e fino adesso l'unico, quindi sono partita un po' svantaggiata, ma solo un po', informarmi è stata sempre una mia fissazione di qualsiasi cosa o animale mi sia occupata.
Ho convissuto per dieci anni con un coniglio nano, vi sembrerà stano, era un adorabile coniglietto testardo, ma ben educato. Viveva praticamente libero quando io ero in casa, conosceva i comandi base, non sporcava e non faceva danni. Ci è voluto un anno per insegnargli tutto questo, ma con pazienza e soprattutto conoscendo il suo linguaggio e il giusto modo di interagire con lui è stato un lavoro di pazienza, ma non difficile.

All'arrivo di Scott mi sono posta gli stessi problemi e per l'educazione mi sono affidata a un rinomato campo dove impartivano lezioni di obbedienza di base. ESPERIENZA NEGATIVA!
L'errore è stato non informarmi subito sui loro metodi.
A me piace ragionare con la mia testa, non prendo mai quello che mi dicono, anche i cosiddetti "esperti", come oro colato.


in isolamento durante una pausa della lezione.

Il corso incriminato si basava sull'applicazione di metodi che non condividevo...strattonate, isolamento del cane a metà lezione in gabbie per una decina di minuti, gli esercizi doveva portarli a termine a tutti i costi obbligandolo con le buone o con le cattive...
non ho nemmeno terminato tutto il corso e pur avendo pagato un'iscrizione annuale non ci sono più tornata!
Però qualcosa avevo imparato...le posture del corpo ad esempio, molto importanti nella comunicazione uomo-cane, e da qui è nata la voglia di saperne di più per affrontare per conto mio la sua educazione.
Casualmente ho incontrato un educatore con il quale ho potuto fare un'interessante passeggiata, molto, molto istruttiva.
Stiamo camminando, Scott indugia troppo, lo chiamo...non mi ascolta, lo chiamo di nuovo...ancora niente, alzo la voce...SCOTT!!!!!!!
"Guardi signora che il suo cane ci sente benissimo!" mi dice..."non c'è bisogno di ripetere il comando  e nemmeno di alzare la voce...il punto è che per lui lei è meno interessante degli odori che sta sentendo."
Mi si è aperto tutto un mondo...lì per lì ci rimasi malissimo, ma poi ho cominciato a capire che il rapporto di fiducia e interesse con il proprio cane si costruisce giorno per giorno e non serve a niente essere autoritari...bisogna diventare AUTOREVOLI!
Dobbiamo essere i loro capobranco, ma erroneamente molti credono che il capobranco sia quello che comanda...il capobranco è invece colui nel quale si ripone stima, che ci dà sicurezza, colui che prende le decisioni perchè merita la nostra fiducia.
Come guadagnare allora la sua fiducia?
Intanto è importante il rapporto quotidiano che non si deve limitare alle uscite per i bisogni, alla somministrazione dei pasti e alle cure del corpo...bisogna curare la mente, tenerla impegnata facendo qualcosa insieme. Gioco sì, ma gioco fatto in previsione del suo comportamento...niente tira e molla con gli oggetti (competizione), ma se si tratta di un cane troppo timido e pauroso, qualche volta si potrebbe farlo vincere per infondergli sicurezza...ma solo qualche volta!
Mai rincorrelo giocando, torna invece utile il contrario...di solito lo faccio andare al piede e poi comincio ad aumentare la velocità fino a farmi rincorrere.  
Questi alcuni esempi di quello che facciamo insieme e il tutto è seguito da premi quando si comporta nel modo desiderato.
E parliamo anche dei premi..non sono d'accordo sul rimpinzarlo di bocconcini. La cosa che desidero è che il suo premio sia la mia considerazione, quindi inizio con l'insegnargli le cose nuove utilizzando i bocconcini, ma poi passo alle coccole o qualche gioco che ama particolarmente per premiarlo.
Due parole su come dialogo con lui...cerco di non ripetermi.
Se lo stesso ordine lo ripeto più volte perchè dovrebbe darmi retta subito?
Gli offro altre possibilità dandogli l'ordine di nuovo e questo lui lo capisce benissimo. Un ordine se ripetuto più volte consecutivamente perde la sua efficacia. Naturalmente scelgo parole brevi, non frasi e sempre le stesse. Se chiamandolo diciamo prima "vieni", poi "vieni qui" e successivamente "adesso basta, ti ho detto vieni qui!" il povero Fido non capirà quello che volete da lui, forse non capirà nemmeno che gli state dando un ordine, penserà solo che stiate parlando come fate spesso e non con lui!
E se gli ordino qualcosa e lui non la fa?
Per prima cosa dovete mettete in discussione VOI non LUI!  L'errore è sempre vostro, un errore di comunicazione o forse è tutto il resto che non va...durante la giornata anche se gli chiedete qualcosa accettate che faccia come gli pare e poi pretendete che in quel momento vi dia ascolto. Ci vuole coerenza e lo stesso comportamento tutto il giorno e in ogni circostanza.
Quando vedete che non vi dà ascolto, mai lasciar perdere...ogni lasciata è una sconfitta, 1 a 0 per lui!  La cosa che gli avete chiesto la dovrà fare...sempre senza obbligarlo e usando i premi, ma se proprio non ne vuol sapere allora fategli fare un'altra cosa che ha già imparato bene...dai la zampa, seduto o altro, l'importante è che vi dia ascolto...poi premio ed è finita 1 a 0 per VOI!  Per quell'esercizio che non ha eseguito riproverete con pazienza in seguito.
Come regola mi impongo sempre di mettere in tutto quello che faccio molto entusiasmo, vieni, sputa, lascia...tutti i comandi vanno secondo me dati con tono deciso, ma il tutto deve essere fatto con tono allegro,gioioso...sicuramente questo influisce sulla sua voglia di obbedire.
Poi ci sono i casi di emergenza e qui dovrete affidarvi alla vostra prontezza di spirito, rimanere calmi (più facile a dirsi che a farsi) e preparavi soprattutto mentalmente ad affrontarli prima che succedano davvero...vi auguro mai!
SPUTA ,comando indispensabile,i Cavalier sono degli aspirapolvere e raccattano da terra di tutto. Io faccio così... dico "sputa" e aspetto meno di un secondo e gli metto la mano in bocca per cavagli quello che ha raccolto. Adesso non è quasi più necessario, il comando lo ha imparato e si lascia tranquillamente togliere di bocca tutto senza opporre resistenza...secondo me non vale la pena di aspettare che esegua il comando, potrebbe non farlo e non voglio rischiare, ma ho notato che se non è al guinzaglio e gli dico sputa, adesso lo fa spontaneamente 9 volte su 10...per la 10a mi raccomando alla buona sorte che ci vuole sempre in questi casi.
VIENI, altro comando indispensabile, ma non semplice da insegnare...se cambia il contesto, cambia anche la loro attenzione e la loro risposta. Ci vogliono tempo e tanta pazienza e soprattutto provare il comando in luoghi e situazioni diverse, ma non riusciremo mai a provarle tutte!
Il "vieni" lo faccio sempre particolarmente gioioso e prelude a tante coccole, premi o giochi.
Purtroppo l'imprevisto è sempre dietro l'angolo...due volte ha avuto la possibilità di scappare, ma per fortuna la mia prontezza di spirito, il suo attaccamento al padrone e Santa Pupa , come la chamo io hanno avuto la meglio.
La prima volta si è sganciato il moschettone del guinzaglio e con orrore (era ancora cucciolo) mi sono ritrovata con il guinzaglio penzoloni e lui che annusava un albero a bordo marciapiede. L'ispirazione mi ha fatto accucciare, non ho tentato di prenderlo, ma l'ho chiamato mostrando un premietto fantasma tra le dita...quella è stata la prima è unica volta che ho dato una fregatura al mio cane, ma non avevo scelta!  E' andata bene ed è tornato indietro per prendersi il premio inesistente.
La seconda volta risale a poco tempo fa, era a spasso con mio marito quando lui inciampa e va lungo per terra con l'unico pensiero di aver mollato il guinzaglio ai bordi della trafficatissima via Nomentana a Roma, solo pochi centimetri e sarebbe stata una tragedia.
Mai sottovalutare un cane e l'attaccamento per il padrone, avrebbe potuto mettersi a girovagare lì intorno e invece si è messo a leccargli il viso, consapevole della difficoltà in cui si trovava gli stava dicendo "coraggio che ci sono qui io"...quando me lo ha raccontato ci siamo commossi!
Questi episodi come vedete sono molto diversi, è quindi difficile dare una regola generale nel caso ci sia il pericolo che il cane possa allontanarsi da noi senza il nostro permesso.
La regola generale vorrebbe che lo si chiamasse, una volta e basta, bisognerebbe se non ascolta attirare in qualche modo la sua attenzione, magari con un rumore forte, ma se il cane è pauroso si rischia di ottenere l'effetto opposto e di farlo fuggire. Bisogna stare attenti e se si volta, quello è l'istante che non dovrete lasciarvi scappare per attirare la sua attenzione su di voi. 
In ogni caso mai ricorrere un cane che scappa, otterreste l'effetto opposto...lui penserebbe che sia un gioco e correrebbe ancora più veloce.
Io, ma non lo faccio da grandi distanze, batto le mani e poi arretro nella direzione opposta. Per gioco mi faccio sempre rincorrere, non si sa mai che mi torni utile.
In ogni caso MAI,MAI picchiare un cane se non torna...mettetevi nei suoi panni, chi glielo farà fare a tornare da voi la prossima volta?

Tutta questa lunga chiacchierata solo per invitarvi a leggere libri, buoni libri, su comportamento ed educazione del cane, a sperimentare quanto apprenderete e a ragionare con la vostra testa. Ponetevi domande, adattate quanto leggerete al vostro cane, alla sua indole, alle vostre esigenze e non prendete niente come verità assoluta...ragionate su quello che leggerete, che apprenderete, che vi diranno, comprese tutte le cose che vi ho raccontato.

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1 commento:

  1. Mi piace il tuo vivere con Scott , le tue esperienze con lui e leggere di come hai vissuto con il tuo coniglio nano , complimenti; hai fatto bene a non portare più Scott in quella scuola comportamento, vedere Scott dietro quel cancello mi ha stretto il cuore <3 E molto mi ha emozionato leggere della disavventura capitata a tuo marito e Scott che aveva capito la difficoltà del momento ha cercato di sostenere il suo "papa' " . Grazie Cri&Scott siete fantastici!

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