Cari amici, spero che in questo blog troverete notizie per orientarvi nella scelta di un buon allevamento. Troverete anche tantissime foto dei cavalier king della Domus Aventina di Roma, allevamento da cui proviene il mio Scott.
Se la lettura di quanto scriverò aiuterà qualcuno a non soffrire per la morte o le malattie del cucciolo incautamente acquistato, sarà per me fonte di immensa gioia.

Cristina
Per gli appassionati di questa razza segnalo anche Il Cavalier King Charles Spaniel FORUM dove oltre a stare piacevolmente in compagnia scambiandoci notizie e foto, si possono trovare utili informazioni per crescere in modo corretto i nostri Cavalier, approfondimenti su malattie, vaccinazioni, eventuali pericoli da evitare per la loro salute e tutto ciò può servirci nella nostra vita con loro.

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Vi aspettiamo!

Ultimi post di Cavalier King Charles Spaniel

giovedì 29 aprile 2010

Il maltrattamento invisibile



Desidero sottoporre alla vostra attenzione un interessante articolo che ho trovato,parla di una forma di maltrattamento che forse molti non considerano tale. Leggete con attenzione,i nostri cani hanno bisogno di una vita ricca di esperienze per crescere equilibrati,esperienze che devono cominciare dalle prime settimane  di vita nell'allevamento.

Il maltrattamento invisibile


venerdì 9 aprile 2010

RIPRODUZIONE SELEZIONATA

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La riproduzione del cane di razza può avvenire mediante riproduzione selezionata o mediante riproduzione ordinaria. Con la riproduzione ordinaria l'allevatore non ha nessun obbligo di controlli morfologici, attitudinali o sanitari ed il pedigree, che documenta l'origine del cane, viene rilasciato a tutti i cuccioli nati da soggetti con pedigree; in questo caso il pedigree documenta unicamente l'albero genealogico del soggetto e la sua appartenenza quindi alla razza. La qualità di questi soggetti dipende dalla serietà dei singoli allevatori e dal loro impegno nella selezione, ma non viene verificata in maniera ufficiale.
Per contro, nella riproduzione selezionata il pedigree documenta invece anche la selezione dei riproduttori e viene rilasciato solo ai cuccioli nati da genitori controllati. Il controllo effettuato sui genitori prevede una valutazione morfologica effettuata in esposizioni con qualifiche variabili nelle varie razze, aspetti attitudinali e/o caratteriali verificati in prove apposite ed aspetti sanitari verificati con controlli diagnostici. L'accesso alla riproduzione selezionata viene richiesto dalle singole associazioni di razza riconosciute ENCI, ed i criteri di selezione vengono proposti dalle associazioni di razza e ratificate/modificate dalla CTC; di questi riproduttori, inoltre, è richiesto l'esame od il deposito del DNA.
I cuccioli nati mediante riproduzione selezionata avranno un pedigree speciale che documenta un controllo di qualità del cucciolo e fornisce maggiori garanzie ed informazioni per l'acquirente.
Il veterinario ha il ruolo di effettuare i controlli sanitari, obbligatori e vincolanti al fine della riproduzione selezionata, per le patologie genetiche. Le patologie genetiche per le quali è previsto un controllo ai fini della riproduzione selezionata sono rappresentate dalla displasia dell'anca e del gomito, dalla lussazione di rotula, dalla necrosi asettica della testa del femore, dalle oculopatie, dalle cardiopatie, dalle malattie del sangue e dalla sordità congenita.
I medici veterinari che possono effettuare i controlli ufficiali per i libri genealogici dei cani di razza devono essere stati accreditati in base a competenze accertate come previsto dal Disciplinare ENCI, approvato nel 2009 e per la displasia dell'anca e del gomito dal Disciplinare DM MIPAF 20688 del 12 marzo del 2002 aggiornato il 7 maggio del 2009.
http://www.enci.it/libroorigini
Allegato

elenco razze ammesse riproduzione selezionata patologie genetiche controllate.pdf

UNA LOCANDINA PER LA RIPRODUZIONE SELEZIONATA

 
06-04-2010
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All'interno del numero 12 di Professione Veterinaria è pubblicata la locandina "Acquista un cucciolo sano" per la promozione negli ambulatori veterinari del nuovo pedigree "con riproduzione selezionata". L'iniziativa è della Fondazione Salute Animale e fa seguito alla recente pubblicazione del Protocollo diagnostico delle patologie genetiche.
Il Protocollo è stato approvato dall'Enci, su proposta della Commissione Tecnica Centrale ed è finalizzato al miglioramento dello stato di benessere e alla prevenzione delle principali patologie ereditarie, definendo le modalità delle analisi e della registrazione delle certificazioni, a cui dovranno fare riferimento i proprietari dei cani iscritti al Libro per l'ammissione alla Riproduzione Selezionata.
"Ora è necessario che i veterinari facciano conoscere ai propri clienti questa nuova e grande opportunità, di poter acquistare dei cuccioli più garantiti attraverso la riproduzione selezionata- commenta Aldo Vezzoni, Presidente della Fondazione Salute Animale.
"Oggi chi acquista un cane - prosegue Vezzoni- deve sapere che esistono pedigree diversificati, per riproduzione ordinaria e per riproduzione selezionata e quindi sapere che se vuole un cucciolo più garantito deve richiedere all'allevatore un cucciolo con pedigree da riproduzione selezionata. Attraverso il meccanismo della domanda e dell'offerta, gli allevatori saranno via via sempre più interessati a produrre cuccioli in riproduzione selezionata per far fronte alle richieste che avranno e così si otterrà progressivamente un miglioramento genetico delle varie razze canine, con grandi benefici in termine di salute e di benessere del cane".

da  http://www.anmvioggi.it/

La Locandina



Newsletter FSA

Gennaio 2010                                     CANI DI RAZZA, VEZZONI: 2009 HA SEGNATO SVOLTA

Per i cavalier king charles spaniel è difficile trovare per adesso in Italia cuccioli provenienti da riproduzione selezionata,tuttavia ci sono allevatori (pochi!) che allevano cuccioli ben selezionati,nati da genitori ai quali sono stati fatti tutti gli accertamenti,anche se non obbligatori, (radiografie ed ecocardiogramma) atti ad accertare l’assenza di malattie genetiche nei riproduttori. CERCATELI   con pazienza e con pazienza mettetevi in lista ed aspettate!      

si consiglia di leggere anche
Come scegliere l’allevamento
Prevenzione delle malattie genetiche

La Leishmaniosi canina-conoscenza e prevenzione

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Leishmaniosi e Leishmania: di cosa stiamo parlando?


(Dedicato a chi vuole conoscere il significato esatto delle parole.)
Per leishmaniosi si intende indicare un gruppo di malattie molto diverse tra loro che colpiscono sia uomini sia animali, causate dalla Leishmania. Chi è colpito da leishmaniosi, è sicuramente portatore dell’agente infettivo chiamato Leishmania.
Per Leishmania si intende definire il gruppo dei vari microrganismi protozoari responsabili delle diverse forme di leishmaniosi. Chi è portatore del microrganismo chiamato Leishmania non per forza è anche malato di leishmaniosi, in quanto alcuni soggetti restano asintomatici, cioè apparentemente sani, per molto tempo.
Il Genere Leishmania ospita al suo interno diverse specie di Leishmanie imparentate tra loro (Leishmania tropica, L. donovani, L. infantum, L. major, L. brasiliensis, L. peruviana, L. mexicana, L. guyanensis e varie sottospecie) che differiscono per la loro distribuzione geografica, per il tipo di ospite che colpiscono (uomo, cane, roditori, altri animali), per la malattia che sono in grado di determinare (leishmaniosi viscerale, leishmaniosi cutanea, leishmaniosi canina, ecc.) e infine per la specie di invertebrato (in genere insetto) dal quale si fanno ospitare e che sfruttano per raggiungere l’uomo o il cane.


Cos’è più esattamente la Leishmania?


La Leishmania è un organismo molto piccolo formato da un’unica cellula la quale dispone al suo interno di organelli e strutture simili a quelle che si trovano anche nelle cellule degli organismi superiori. Dal punto di vista tassonomico le leishmanie sono Protozoi: un gruppo eterogeneo di microrganismi formati da una sola cellula ma dotati di alcune caratteristiche per le quali non possono essere classificati né come batteri, né come funghi, né come organismi vegetali. Dal punto di vista della tassonomia una volta i protozoi venivano considerati nel Regno degli Animali, cioè li si considerava “animali unicellulari”, in quanto non erano piante, né funghi, né batteri, né virus. Recentemente invece si è pensato di creare un Regno tutto per loro, separandoli definitivamente da tutte le altre forme di vita conosciute.
Comunque, tornando alla nostra Leishmania, si tratta di un organismo piccolissimo, un protozoo, che parassita uomini e animali e che in qualche caso provoca una malattia chiamata leishmaniosi.

Vita da Leishmania


La leishmania come già accennato non vive soltanto negli animali o negli uomini nei quali poi determina la malattia nota con il termine di leishmaniosi. Infatti durante la sua vita (vita miserabile di parassita, ma pur sempre vita!) si fa dare un “passaggio” all’interno di una seconda tipologia di ospiti: gli insetti.
Il ciclo biologico della leishmania pertanto funziona così: la leishmania vive in un particolare insetto, vi soggiorna fino a riprodurvisi; dopo che la leishmania si è moltiplicata nell’insetto, è pronta per diffondersi e colpire uomini e animali. Come? Attraverso la puntura dell’insetto medesimo: si tratta sempre infatti di un insetto pungitore simile ad una piccola zanzara.
Non si tratta di una zanzara, però: il vettore della leishmania è infatti la femmina del pappatacio o flebotomo (Phlebotomus spp nel Vecchio Mondo) oppure, in Paesi lontani dal nostro, una specie di cimice ematofaga. In ogni caso si tratta di un insetto che si nutre di sangue e che nel corso della sua molesta esistenza pasteggia su moltissimi individui diversi, riuscendo a diffondere le Leishmanie da cane a cane o da uomo a uomo.
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E’ solo l’insetto che può trasmettere la Leishmania ad un cane: ossia, un cane infetto non può direttamente infettare un altro cane o una persona!

Vita da pappatacio


Ora, come si è visto, questa malattia ha tre protagonisti. Il primo è la Leishmania. Il secondo è l’insetto vettore. Il terzo è il cane,l'uomo o uno degli altri ospiti.
Pappatacio (da "pappa e taci" ossia insetto pungitore silenziosissimo) è il nome volgare che viene dato ad un gruppo di piccoli insetti simili a minuscole zanzare pelose appartenenti alla Sottofamiglia Phlebotominae. La Sottofamiglia Phlebotominae è divisa in vari Generi e complessivamente ospita circa 700 specie diverse, 30 delle quali veicolano varie specie di Leishmania. In Italia risultano vettori di Leishmania 7 specie di pappataci, tutti appartenenti al Genere Phlebotomus.
La vita del pappatacio italiano inizia da un uovo deposto in un luogo caldo, buio, privo di correnti d’aria e molto umido: fessure del terreno, spazzatura, condotti fognari, ricoveri per animali, tronchi marci, strati di foglie morte e materiale organico di vario genere.
Come vedete l’habitat del pappatacio è esattamente il contrario di “luminoso, areato, asciutto e pulito”.
Dall’uovo schiude una larva che vive in questo luogo umido, al buio, protetta dai raggi solari, ad una temperatura superiore ai 15°C, nutrendosi di materiale organico in decomposizione. La larva dopo vari stadi di maturazione, se il clima lo permette (in Italia da maggio a settembre), raggiunge lo stadio adulto e diventa quello che è: un insetto nocivo.
Il flebotomo adulto femmina infatti si nutre di sangue. Risulta attivo durante la notte in due momenti particolari: a notte inoltrata e poco prima dell’alba. Il pappatacio non ama volare a lungo e fa quindi piccoli spostamenti, si muove a scatti e il suo volo è silenzioso, senza vibrazioni, al contrario di quello della zanzara; il suo morso è prevalentemente indolore, con qualche eccezione nei soggetti allergici o in caso di molte punture. E’ piccolo, misura pochi millimetri, quindi attraversa facilmente le maglie delle zanzariere. Se ne infischia dei comuni repellenti per le zanzare. Ama le basse altitudini, preferendo vivere al di sotto dei 400 metri sul livello del mare. Non resiste ad altitudini superiori agli 800 metri.
Ah, dimenticavo. I pappataci sono dei cattivi volatori e per questo odiano le correnti d’aria. Zanzariere e fornellini per zanzare non servono ad allontanare i pappataci dalle camere da letto, ma un ventilatore in azione li scoraggia.
Il pappatacio oltre ad essere il veicolo in Italia della leishmania è anche il vettore della meningite da virus Toscana, una meningite umana a decorso benigno che ha particolare diffusione in Centro Italia, rappresentando circa la metà dei casi di meningite estiva.
In sintesi: il pappatacio colpisce nel periodo estivo, prevalentemente in Centro Italia, Sud Italia, isole e Liguria, alle basse altitudini (sotto i 400 m s.l.m.), a notte fonda e all’alba. E’ indifferente ai comuni prodotti contro le zanzare.
ATTENZIONE: la distribuzione dei flebotomi sta cambiando! Nel Nord Italia sono stati segnalati ritrovamenti di flebotomi, con una distribuzione discontinua (a macchia di leopardo) in regioni ritenute tradizionalmente indenni come Trentino, Piemonte, Friuli Venezia Giulia. Anche in queste regioni il vostro cane può contrarre la leishmaniosi.
L’insetto ospita al suo interno la Leishmania, la quale vi si riproduce per divisione (scissione binaria). L’insetto punge l’uomo o il cane e vi trasferisce diverse Leishmanie. Le poche Leishmanie introdotte nell’uomo o nel cane tramite la puntura del flebotomo, iniziano a riprodursi ancora, molto molto lentamente. Mano a mano che si riproducono si diffondono in vari organi, determinando infine, dopo alcuni anni, la malattia detta leishmaniosi.
I cani con la leishmaniosi ospitano molte Leishmanie. Questi cani, così come sono stati punti la prima volta dall’insetto-vettore, prima o poi verranno punti anche da un insetto “sano”. Cioè un giorno un pappatacio appena nato e privo di Leishmanie andrà a pungere un cane leishmaniotico. In questo modo il pappatacio “sano”, durante il pasto di sangue, andrà ad assumere, assieme al sangue, anche qualche Leishmania, la quale si moltiplicherà nell’insetto. Le nuove Leishmanie in pochi giorni saranno pronte per essere inoculate attraverso la puntura di quell’insetto in qualche ignaro animale a sangue caldo. Così il cerchio si chiude e, come tutti i cerchi, non si capisce dove questa storia sia cominciata.

Come faccio a proteggere il mio cane dalla puntura del flebotomo?


I repellenti in commercio in Italia sono: Scalibor protector band collare , Exspot fiale spot on, Advantix fiale spot on. Altri collari, spray, fiale spot on efficaci contro pulci e zecche, a meno che non abbiano una specifica indicazione e approvazione per i flebotomi, sono da considerarsi inefficaci contro questo particolare insetto!

Se il cane ha la leishmaniosi, a chi può trasmettere questa malattia?


A nessuno. Infatti la Leishmania si “prende” solo dal pappatacio. Per prenderla quindi è necessario essere punti da un pappatacio che a sua volta si sia infestato succhiando il sangue di un animale malato. E’ per questo che la leishmaniosi non si trasmette da cane a cane o da cane a uomo o da uomo a uomo: ci vuole sempre il pappatacio.
Per questo motivo la leishmaniosi è una malattia non contagiosa: la trasmissione non avviene da malato a sano, ma solo dopo la puntura dell’insetto vettore.
Tuttavia il cane leishmaniotico, ossia malato di leishmaniosi, può essere punto da un pappatacio “sano” che, infestandosi, potrà iniziare un nuovo ciclo di trasmissione e inoculare le leishmanie ad un cane sano. Per questo motivo i cani infetti sono un serbatoio di leishmanie e pertanto vanno protetti dalle punture dei pappataci: bisogna impedire all’anello di chiudersi, bisogna impedire che un cane infetto trasmetta la leishmania ai pappataci.
Evitare che un cane leishmaniotico venga punto dai pappataci è un comportamento responsabile, ambientalistico, sanitario a tutti gli effetti: protegge l’ambiente dove noi tutti viviamo. Dire “tanto questo cane ha già la leishmaniosi, quindi è inutile proteggerlo da nuove punture” è irresponsabile e denota una profonda ignoranza di questa materia. Diffidate di chi vi fa questo tipo di discorso, qualunque sia il suo titolo di studio!

Dott.ssa Nicoletta Bevere, Medico Veterinario, Ambulatorio Veterinario Rucellai Milano

RIASSUMENDO...
La leihsmaniosi una malattia grave che colpisce sia l’uomo che il cane, essa è causata da un piccolo parassita il flebotomo, simile a una zanzara ma leggermente più piccolo lungo circa 3 mm di provenienza dai paesi dell’area tropicale ma oramai diffusosi anche in tutti i paesi del bacino mediterraneo. Essa si trasmette attraverso la puntura di un flebotomo infetto che a sua volta ha già succhiato il sangue di un soggetto uomo o cane, già infetto.
Una volta contagiati, si rimane portatori a vita, in quanto le terapie attuali sono in grado di ridurre i sintomi ma non di portare alla completa guarigione.
Ecco perché può essere definita la peste dei cane, perché pur non essendo contagiosa è come se lo fosse poiché la trasmissione avviene attraverso la puntura di una zanzara: praticamente invisibile, incontrollabile, ingestibile.

PREVENZIONE


Non essendo ancora stato prodotto un vaccino, la profilassi per il cane non può limitarsi ad altro che alla protezione dagli insetti con collari repellenti a base di piretroidi sintetici come la deltametrina e la permetrina, con farmaci per uso spot-on (fiale da applicare sulla cute).
La lotta ai flebotomi può essere condotta principalmente attraverso due tipi d’intervento: il primo prevede misure di protezione contro la puntura dei flebotomi; il secondo, teso a ridurre significativamente la densità di questi insetti, implica l'uso di insetticidi e/o operazioni di bonifica ambientale atte ad eliminare le cause favorenti il loro sviluppo larvale, in particolare in aree urbane e peri-urbane. Misure da prendere per la protezione individuale e collettiva in zone endemiche per leishmaniosi, oltre l'uso di repellenti, sono l’utilizzo di zanzariere a maglie molto fitte applicate a finestre e porte e l'evitare di soggiornare all'aperto durante le ore notturne nella stagione calda.
Una volta l’anno,nel mese di dicembre,fate fare al vostro cane il Test per accertarvi che non abbia contratto la Leishmaniosi,ci vuole un attimo ad eseguirlo e potete stare più tranquilli!

Approccio clinico-diagnostico della malattia

 

Clinica e terapia 

  

Leishmaniosi canina: miltefosina-allopurinolo o terapia tradizionale?


 

Leishmune: il vaccino brasiliano


Leishmaniosi: in Italia la prova clinica del vaccino

giovedì 8 aprile 2010

Occhi che parlano al cuore


Altro che diamanti e diamanti...Un Cavalier è per sempre!
Era da tanto tempo che aleggiava in casa, la voglia di avere un cane, ma la consapevolezza dell’impegno era talmente elevata, memori della gestione di un Pastore tedesco, che ci fece desistere, optando per una gatta stupenda, maggiormente autonoma e indipendente, finché un giorno a pranzo esclamai :-Prendo un cane!-
Mi aspettavo reticenze, invece mia mamma e mia sorella mi appoggiarono subito e ne fui felicissima, perché vivendo da sola sapevo di aver bisogno di aiuto.
L’unico un pò titubante era il babbo, per lui un cane, IL cane, era il Pastore tedesco.
Quei cagnolini con il cappotto, che incontrava per strada, erano fuori dal suo standard; ma dovendolo gestire insieme alla mamma, in appartamento per altro, dovevamo orientarci su un cane di taglia minore ed ecco che entra in gioco il Cavalier.Mia sorella iniziò una ricerca su Internet, sugli allevamenti della zona, con l'intento di recarsi personalmente, fino a quando una domenica, prese appuntamento. Partimmo in macchina: noi tre donne, con lo spirito di farci un’idea; non avevamo mai girato per allevamenti quindi per noi era un mondo sconosciuto.
In una stanza riscaldata c’erano diversi box, con varie razze di cani tra cui il “reparto” Cavalier”...il nostro desiderio iniziale era di prendere una femmina Blenheim, ma quella propostaci non ci convinceva.
Nel mucchio spiccava un batuffolo tricolore, vivacissimo, che metteva tutti in riga, nonostante la voglia trascinante di giocare…fu amore a prima vista!. Ce la fece vedere, mi diede un bacino sul naso…La sentivo già mia!
Con un rapido sguardo di intesa con mia mamma e mia sorella ci dirigemmo in ufficio per i dettagli…Avevamo deciso.
Purtroppo però ci accorgemmo solo in un secondo momento che era un cane proveniente dall’Est, ma non ce la sentimmo di lasciarla lì…Ci guardava con degli occhioni che imploravano di portarla a casa con noi.
Sbrigammo tutte le pratiche amministrative, ci consegnarono la cagnolina con un bel cappottino rosso, una coperta per proteggerla dal freddo , la cuccia e un giocattolo.
CAMILLA stava venendo a casa con noi! Era il 16 novembre 2008.
Eravamo incredule ma felici come un bambino che intinge il dito nel barattolo della marmellata.
Dopo poco però, nacquero le preoccupazioni e i pensieri sulla sua salute, data la provenienza.
Siamo stati molto fortunati,ma la paura che potesse non essere sana ci toglieva il sonno
Un’altra tappa fondamentale della nostra vita è stata la decisione di prendere un "fratellino" alla nostra principessa, senza incappare nuovamente nell'errore di chi non sa.
E’ così che ci trovammo a prendere contatti con un allevatore di Roma, il quale ci informò che era nata una cucciolata il 5 maggio (spontaneo il pensiero al 5 maggio di Manzoni…Non poteva che essere un successo).
Il viaggio in direzione della capitale ci sembrò lungo, interminabile, tanta era la voglia di vedere il cuccioletto che avrebbe ulteriormente rallegrato le nostre giornate.
La prima sensazione,vedendo i cuccioli, fu quella di metterne uno in ogni borsa che avevamo a disposizione…
Forse qualcuno se ne sarebbe accorto (forse?).
Trascorsa una settimana da quell’incontro, i miei genitori rifecero il viaggio per portare ALEX a casa ….Lunedì 13 luglio 2009, altra data da rammentare nel nostro viaggio dei ricordi .
Un delizioso e dolcissimo batuffolo di pelo,è un dispensatore di baci:è il nostro killer! Ti conquista e ti atterra riempiendoti di effusioni e sommergendoti di bacini e coccole.




E’ innegabile che un cane ti cambi a vita…Due ancora di più!
Sono cani che si amano per ogni cosa che fanno, anche quando li rimproveri, perché ti fissano con quegli occhioni tondi che sembrano avere un filo diretto con il cuore.


Vengono viziati proprio come bimbi e solo chi li possiede può comprendere che entrano a far parte, a tutti gli effetti, del nucleo familiare.


Sono i miei tesori…Compagni silenziosi, unici, fidati e fedeli.

Elena,Camilla e Alex

mercoledì 7 aprile 2010

Il pelo dei cavalier king: quando e quanto si allunga e come favorirne la bellezza.

  villa torlonia 019
Mi sono accorta dalle chiavi di ricerca che portano al blog che questo è un argomento molto richiesto.
Eccomi dunque a dare qualche spiegazione su quella che pare sia la preoccupazione principale di chi possiede un cavalier king.
Devo dare una delusione a molti…le caratteristiche del pelo sono di origine genetica,quindi ci saranno cavalier con pelo lungo e folto,altri con pelo non molto lungo,ma con frange abbondanti. Alcuni cani sviluppano più pelo su tutto il corpo, altri solo sulle orecchie, altri solo sul posteriore e altri rimarranno con pelo meno folto e poche frange. Inutile disperarsi,ma come consolazione posso dirvi che comunque il pelo,le frange,le orecchie e la coda continuano a crescere negli anni migliorando nel tempo l’aspetto dei vostri amici. Molte persone che fanno ricerche sull’argomento non hanno,a volte,la pazienza di aspettare.A parte questo a incidere sul pelo di particolari zone intervengono anche fattori esterni come la vita su un terreno con erba alta o cespugli e la presenza di altri cani che giocando possono strappare a morsi il pelo.
Una moderata perdita di pelo è fisiologica, come lo è il suo accentuarsi nei cambi di stagione primaverile e autunnale (quella che viene chiamata muta). Se però la muta dovesse rivelarsi troppo lunga o troppo abbondante,è consigliabile rivolgersi al veterinario ,potrebbe infatti trattarsi di intolleranze o presenze parassitarie, o ancora carenze vitaminiche.Importantissima è una corretta alimentazione.


NUTRIZIONE E QUALITA' DELMANTELLO


IL MANTELLO PERFETTO 

Si può fare molto per migliorare l’aspetto e la buona salute di tutti i tipi di pelo.
Per prima cosa vi invito leggere tutti i consigli già dati per il bagnetto e la cura del manto.
Poi vorrei considerare due casi distinti:
- cavalier con pelo bello e abbondante che in situazioni di stress,dopo una malattia o la periodica muta stagionale non ritornano allo stato ottimale.   In questi casi è bene rivolgersi al veterinario che vi indicherà i farmaci o gli integratori più opportuni in relazione alla causa debilitante. Se qualcosa non va,l’aspetto del pelo è il primo a risentirne.
- mantenimento di un ottimale stato di salute del pelo,qualunque sia la sua lunghezza,e miglioramento del suo aspetto tramite la somministrazione di integratori alimentari.
Avrete già capito dai link messi a inizio post che sto parlando di biotina,acidi grassi polinsaturi e lievito di birra.

La Biotina

Chiamata anche Vitamina H, idrosolubile, aiuta la crescita delle cellule, la produzione di acido grasso, il metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine e l’utilizzo del complesso B.  Ne occorre una quantità sufficiente per una buona salute di pelle  e pelo e in alcuni casi può aiutare a prevenirne la caduta. Aiuta a mantenere in salute le ghiandole sebacee, i tessuti nervosi ed il midollo osseo. E’ rara la carenza di Biotina perché essa viene anche prodotta dalla flora batterica intestinale.

Gli acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6

IMPORTANZA DEI GRASSI NELLA DIETA

Il lievito di Birra

I principali elementi nutrizionali da considerare per quanto riguarda la crescita e la corretta funzionalità del pelo sono le proteine, gli acidi grassi essenziali, le vitamine e gli oligoelementi.
I PRINCIPI ATTIVI DEL LIEVITO SONO...proteine di ottimo livello (50 per cento), carboidrati (30 per cento), e pochissimi grassi. E' ricchissimo di vitamine del gruppo B, in particolare la B1,la rara B12 e anche di biotina, Contiene sali minerali ed oligoelementi, tra cui potassio, calcio, fosforo, zinco, cromo, ferro selenio.
LA BIOTINA ,indispensabile per un buono stato della pelle e del pelo,la sua carenza determina pelle secca e pelo ruvido,opaco e fragile,ha una delle sue principali fonti in natura nel lievito di birra!
In un cane in buono stato di salute e alimentato correttamente non ci dovrebbe essere bisogno di questi integratori,le vitamine del gruppo B non si accumulano nell'organismo e un loro eccesso viene eliminato con le urine.
Trovo tuttavia che un loro uso a scopo preventivo possa essere utile per eventuali carenze che possono manifestarsi in situazioni particolari,come disturbi intestinali anche leggeri,stress e naturalmente per favorire la crescita di un pelo forte e lucido.
Il lievito di birra ha un costo di pochi euro,è facilmente reperibile e non ha controindicazioni.
Ho sperimentato il suo uso per una stagione invernale,va dato in autunno-inverno e si termina in primavera inoltrata,all’inizio della muta del pelo.
I risultati mi hanno lasciata molto soddisfatta,il mio cavalier ha un bel pelo folto e belle frange,ma con la somministrazione di lievito mi è sembrato ulteriormente migliorato.
Per chi non deve partecipare a mostre canine,mi sembra un ottimo rimedio casalingo.

sabato 3 aprile 2010

Auguri di Buona Pasqua

Mi scuso per i giorni di assenza,le pubblicazioni sul blog riprenderanno dopo questi giorni di festa.
Colgo l'occasione per fare a tutti i  lettori i miei più sinceri Auguri

lunedì 29 marzo 2010

UNA DOLCE CAVALIER KING CHE MI HA CAMBIATO LA VITA

La mia storia con Becky inizia 3 anni e mezzo fa, il 24 novembre 2006.
Anzi, ad essere precisi,inizia il giorno del mio compleanno, il 19 settembre, quando i miei decisero finalmente di regalarmi un cucciolino.
Ho sempre amato i cani, fin da quando non avevo neanche un anno e ancora gattonavo! I miei genitori non avevano mai voluto cedere alle continue richieste, pensavano  fosse il solito capriccio da bambina ed era anche una responsabilità in più che al tempo non potevano assumersi. Ad un certo punto non ce l'ho fatta più..ero diventata sempre più nervosa, irascibile, depressa…sentivo che mi mancava qualcosa e alla fine hanno ceduto! Stavo anche diventando grande quindi mi sarei occupata io del nuovo cucciolino.
Dopo ben 21 anni, senza saperlo, la mia vita stava inesorabilmente ma piacevolmente cambiando..
E così ci siamo messi alla ricerca delle razze che più potevano andar bene per noi, io ho sempre preferito le razze di taglia grande, ma i miei neanche per sogno me lo avrebbero preso! Visto che era già tanto se mi prendevano un cucciolo, ho accettato di buon grado e il mio prossimo amico sarebbe stato un cane di taglia piccola.
Fosse stato per me avrei preso anche un cucciolo al canile, ma per tanti motivi i miei non se la sentivano e così abbiamo optato subito per gli allevamenti. Già avevamo sentito parlare del traffico dei cuccioli dell'Est, per cui abbiamo snobbato da subito i negozi e i privati.
Navigando per internet mi ero imbattuta in tante razze piccoline, ma nessuna ci aveva catturato l'occhio come il Cavalier King Charles Spaniel, razza che fino ad allora neanche conoscevamo, o meglio che avevamo solo visto in qualche foto,ma mai dal vivo.
Il primo allevamento di Roma che abbiamo contattato non aveva cucciolate disponibili e così ci diede il nome di Francesco, che abbiamo contattato subito. Già dalla prima telefonata ci ha fatto una buona impressione: disponibile, gentile, professionale.. impressioni che, quando siamo andati a visitare il suo allevamento, qualche giorno dopo, sono state confermate. Ha risposto a tutte le nostre domande e dubbi, ci ha fatto vedere i suoi cani, come venivano tenuti, si è assicurato che  fossimo le persone giuste per un suo cucciolo.
In quei giorni le cucciolate ancora non c'erano, per cui abbiamo dovuto aspettare ancora un po’, e quando è arrivata la bella notizia mi è sembrato che il cuore scoppiasse per la gioia!
Siamo ritornati più volte all'allevamento prima di prendere la nostra cucciola e Francesco è sempre stato disponibile, cominciando già a darci i primi consigli per prepararci al meglio al suo arrivo in casa.
Quando finalmente è arrivato il fatidico giorno (neanche io so dirvi quanto ero emozionata, non mi dimenticherò mai il momento in cui mi è stato messo quel batuffolo di pelo in braccio, avvolta da una copertina...), gentilissimo come sempre, Francesco ci ha spiegato come comportarci i primi giorni e si è messo a disposizione per eventuali domande avessimo da fargli una volta a casa.
Fortunatamente non ce n’è stato  bisogno: Becky è sempre stata una cagnolina spettacolare.. si è ambientata subito,non ha mai pianto, se non per 5 minuti durante la prima notte ma è finito tutto lì, non aveva paura di niente, era socievolissima e non ha fatto grossi danni…e io che mi ero preparata psicologicamente ad un piccolo teppistello,dai racconti che  faceva mia zia! Non per questo era una cucciola apatica o pigra, anzi era molto giocherellona e allegra!
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Crescendo è rimasta una cagnolina tranquilla, ben socializzata (preferisce gli umani agli altri cani, ma non li teme), la posso portare ovunque, è giocherellona, insieme facciamo agility.
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Anche dal punto di vista della salute non ci ha mai dato particolari problemi, per cui le nostre telefonate con Francesco erano più che altro per aggiornarlo sulla sua crescita.
Proprio questi  sono i principali motivi per  cui prendere un cucciolo in un allevamento è vivamente consigliato: la salute e il carattere. Salute, in quanto vengono fatti continuamente controlli sui riproduttori per fare in modo che nascano cuccioli esenti da malattie genetiche e ben robusti. Carattere perchè, sebbene molti lo considerino di secondaria importanza, anche se una percentuale è determinata geneticamente, una buona parte di questo dipende dai primi mesi di vita del cucciolo: una buona socializzazione e stimolazione dei sensi garantiscono un cane equilibrato e che non avrà problemi per il futuro. E Francesco in questo è stato bravo!

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image Elisa e Becky

martedì 23 marzo 2010

I FORASACCHI


Con l'arrivo della bella stagione si ha un considerevole aumento dei pericoli per la salute dei nostri amici a quattro zampe, rappresentati oltre che da parassiti e malattie da questi trasmesse, da un vero e proprio flagello vegetale: le ariste di graminacee selvatiche (Avena sativa e Hordeum murinum tra le più comuni), volgarmente note come "forasacchi".
Chi possiede un cane li conosce sicuramente molto bene: si tratta di componenti della spiga di specie vegetali diffuse ovunque, anche negli spazi verdi cittadini.
La loro conformazione è stata diabolicamente concepita da madre natura al fine di potersi attaccare saldamente al pelo di animali da sfruttare come inconsapevole veicolo per i semi della pianta da cui provengono.
Ve ne sono di diverse dimensioni (da 1 a 3 cm.), la cui forma ricorda quella di un arpione o di una lancia, con una robusta punta acuminata e con delle "ali" provviste di piccoli uncini disposti in maniera tale da consentire il movimento solo in una direzione, assicurandone sempre e comunque l'avanzamento.

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I forasacchi rappresentano un pericolo soprattutto per i cani, in quanto i gatti hanno un'abilità e una costanza nella auto-tolettatura del pelo, tali da riuscire quasi sempre a toglierli prima che causino danni.
I cani più esposti al pericolo sono, ovviamente, quelli che vivono in campagna e, tra questi, quelli con pelo più fitto e più lungo.
I forasacchi possono infilarsi praticamente ovunque, ovvero, dopo essersi attaccati al pelo, hanno la capacità, spinti dal movimento dell'animale, di avanzare e di conficcarsi nella pelle, dove danno luogo a profondi tragitti fistolosi, arrivando a perforare addirittura le strutture scheletriche.
Purtroppo non sempre si riesce a rendersi conto in tempo del problema e in molti casi occorre ricorrere ad esami complementari, come l'esame ecografico (effettuato da un veterinario esperto) per risalire al percorso effettuato dal corpo estraneo, individuando precisamente dove sia finito, e poterlo quindi estrarre.
Quando riescono a penetrare la cute (la zona preferita è tra le dita, ma possono rinvenirsi in qualsiasi altra parte del corpo, dalla loggia ascellare al prepuzio) generalmente producono un'infezione purulenta (ascesso), sotto forma di una tumefazione calda e dolente che ad un certo punto si ulcera lasciando fuoriuscire pus.

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In tali situazioni, se il veterinario non riesce ad intervenire precocemente o è fortunato estraendoli alla cieca tramite apposite pinze, è spesso necessario ricorrere a veri e propri interventi chirurgici in anestesia generale, che tra l'altro non sempre sono coronati da successo.
Altre destinazioni predilette dei forasacchi sono le orecchie, il naso, la gola e, sebbene più raramente, anche gli occhi.
In caso di penetrazione nelle orecchie, il cane manifesterà evidente fastidio camminando con la testa abbassata e ruotata e, soprattutto, scuotendola e grattandosi nel tentativo (sempre vano) di togliere il corpo estraneo.
In tal caso è importante rivolgersi al più presto ad un veterinario in quanto le probabilità che il forasacco avanzando perfori il timpano crescono col passare del tempo.
In caso di penetrazione nel naso i sintomi sono rappresentati da violente crisi di starnuti (da 10 a 15 di seguito) sino alla fuoriuscita, spesso, di sangue (rinorragia).
In questi casi, contrariamente a quanto si crede, i forasacchi presenti nel naso, quando non eliminati grazie agli starnuti, se dovessero avanzare, hanno la sola possibilità di essere ingoiati e non di finire in trachea.
Comunque vanno tolti al più presto e spesso ricorrendo, con il cane in anestesia generale, ad una delicata endoscopia (che in tal caso prende il nome di rinoscopia).
L'endoscopia delle vie aeree profonde (broncoscopia) è invece indispensabile in caso di penetrazione del forasacco in gola e quindi in trachea e conseguentemente nell'albero bronchiale. In tal caso il cane manifesterà improvvise crisi di tosse, a volte espettorando sangue.
Tale destinazione è tipica nei cani da caccia come Pointer, Bracchi e Setter, abituati a correre nei prati "a bocca aperta".
In questi casi, se non si interviene per tempo la situazione evolverà sino a causare una broncopolmonite spesso letale, perché difficilmente rispondente alla terapia antibiotica.

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Altra sede da tenere in considerazione, sebbene più rara, ma interessante anche il gatto, è l'occhio, con conseguenze più o meno gravi e facilmente immaginabili che possono andare dalla semplice congiuntivite sino alla perforazione corneale, con penetrazione in camera anteriore e perdita della vista, se non si interviene subito.

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Importante quanto recarsi dal veterinario al minimo sospetto di penetrazione di forasacchi è cercare di ridurre le probabilità che ciò avvenga; a tale scopo è importante evitare di condurre i cani in campi con erba alta oppure tagliata, ma non raccolta e lasciata seccare in,loco , provvedere ad adeguata ispezione e spazzolatura del pelo, soprattutto tra le dita e intorno alle orecchie,ogni volta che si torna da una scampagnata.

antovet66 (veterinario) – articolo tratto da http://www.wikio.it

Sui PERICOLI puoi anche leggere
Cibi e piante pericolosi
Cuccioli - mettiamo in sicurezza la casa

giovedì 18 marzo 2010

La Syringomyelia

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Si tratta di una malattia congenita caratterizzata dalla formazione di una cavità – una “siringa”, appunto – nel tronco encefalico o nel midollo spinale a livello del collo. Alcune razze di cani – come per esempio il Cavalier King Charles Spaniel o il Dalmata – presentano una particolare conformazione che rende la parte posteriore della teca cranica e la parte iniziale del canale cervicale più stretta del normale. In questi casi, nella parte posteriore del cervelletto, può facilmente verificarsi un’ernia in cui si raccoglie il liquor – il liquido cerebrospinale che protegge e irrora il midollo spinale – che va a raccogliersi in una specie di cavità. Gradualmente, quest’ultima si espande, continuando a riempirsi di liquor e provocando, con il tempo, gravi lesioni alle fibre nervose.”
I sintomi iniziali? Il cane si isola, ansima, guaisce quando lo si tocca, si gratta con accessi parossistici, sembra inciampare spesso, la testa si abbassa gradualmente e si manifesta una perdita dell’equilibrio. Mano a mano che la malattia progredisce l’animale perde la sensibilità delle zampe anteriori e non riesce a mantenersi in piedi. La muscolatura si indebolisce, si atrofizza e diventa ipotermica. In più si verifica una diminuzione, più o meno marcata, della sensibilità tattile. Infine la paralisi si estende al tronco posteriore e il cane arriva alla paralisi completa.
“I sintomi della siringomielia – spiega la dottoressa Lotti – sono vari e fino a un certo punto, parzialmente inavvertibili. Solo l’occhio esperto del neurologo può identificare la particolare posizione della testa che il cane affetto da questa patologia assume. Il più delle volte, invece, la sintomatologia viene confusa con manifestazioni di artrosi cervicale, con dolori muscolari o con i sintomi dell’ernia cervicale.”

GLI ESAMI E LA DIAGNOSI

L’unico esame che può confermare la diagnosi di siringomielia è la Risonanza Magnetica. Ma che fare nel momento in cui si conferma la diagnosi? “Innanzitutto – spiega Donatella Lotti – è bene precisare che lo specialista d’elezione per questo tipo di malattia è il neurologo. La siringomielia è una malattia incurabile, che può però essere tenuta sotto controllo con specifiche terapie.”
In tutti i casi, è bene sapere che la siringomielia è una malattia grave che causa al cane dolori continui molto forti. “Non a caso – conclude Donatella Lotti – si usano farmaci antidolorifici per mitigare il dolore. Farmaci, come già detto, da usare sempre insieme a opportune terapie per evitare una progressione inarrestabile della malattia.”
In Gran Bretagna è stata istituita una “banca dati” per raccogliere tutti i pedigree dei cani affetti da siringomielia. Sarebbe opportuno che ciò avvenisse anche in Italia, per evitare che la malattia si diffonda soprattutto in razze – come il Cavalier King Charles Spaniel – in un certo qual modo “a rischio”.

Autore: Dognet  da  http://www.dognet.it/

In Italia è difficile trovare descrizioni esaurienti,se ne parla poco. In un certo senso è una fortuna,negli allevamenti di cavalier king del nostro Paese è poco diffusa,nonostante l’alta incidenza in questa razza.
Purtroppo malattie,siano esse infettive o di origine genetica,poco diffuse nei cavalier nostrani,lo sono invece tra quelli importati illegalmente dall’Est.
Molta attenzione a questa malattia viene invece rivolta all'estero proprio a causa della sua diffusione.

Vi propongo due trattazioni dell'argomento,una di un sito statunitense e l'altra è un documento contenuto in un sito inglese,entrambe sono molto accurate. Metto solo in evidenza che le percentuali di diffusione della syringomyelia qui citate non si riferiscono alla nostra Nazione.

Raccomando ancora di rivolgersi sempre ad allevamenti seri,dove viene fatta un'attenta selezione in modo da escludere dalla riproduzione i soggetti malati o i riproduttori dal cui accoppiamento siano nati cuccioli malati.
Per la scelta consapevole dell'allevatore cui affidarsi potete leggere "la scelta dell'allevamento giusto"

Allego ai link dei siti sopra menzionati la loro traduzione,è stata fatta con un traduttore online,ma è comunque comprensibile…non potevo fare altrimenti vista la mole del materiale da tradurre.

Syringomyelia (SM) and the
Cavalier King Charles Spaniel
 

 TRADUZIONE in italiano 

 

CANINE CHIARI-LIKE MALFORMATION AND SYRINGOMYELIA 

TRADUZIONE in italiano


Approfondimenti sulle malattie genetiche
Prevenzione delle malattie genetiche

Lussazione congenita della rotula

lunedì 15 marzo 2010

Antiparassitari - consigli e istruzioni per un uso corretto

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Siamo alle porte della primavera,periodo in cui è più facile che i nostri amici contraggano delle parassitosi…è bene parlarne!
Non ho intenzione di prendere in considerazione tutti i vari tipi di antiparassitari...
discorso lungo quello di valutare i pro e i contro di ognuno!
Mi limiterò a esaminare solo quelli che io uso dietro consiglio di due veterinari di fiducia e dell’allevatore.
Per parlarvi delle parassitosi in generale e dei vari tipi di antiparassitari in commercio,preferisco servirmi di un bell’articolo uscito su Quattro Zampe di questo mese. Ho scannerizzato le pagine per voi e ve le metto in visione qui.(dovete avere un po’ di pazienza,ci vuole circa un minuto e mezzo per caricare il file.)

Parassiti addio - dalla rivista Quattro Zampe

Cuccioli
Si applica lo Stronghold rosa fino a 3 mesi e mezzo - 4 mesi.     L'applicazione va fatta a cadenza mensile.
Informazioni e scheda tecnica del prodotto li potete trovare qui

STRONGHOLD

A 4 mesi si passa al Frontline combo o si prosegue con lo Stronghold adatto al peso del cane  (vedi scheda tecnica )

Frontline combo

Un discorso a parte merita la protezione nei mesi che vanno da aprile a novembre,quando bisogna difendere i nostri cani oltre che da pulci e zecche,anche dalle punture dei temibili flebotomi portatori della Leishmaniosi canina.
In questo periodo conviene adottare un protocollo antiparassitario che prevede l'applicazione alternata di 2 prodotti,a distanza di 15 gg uno dall'altro. Si tratta del già citato Frontline combo ( o Stronghold)e di Exspot
Il loro uso alternato e a cadenza quindicinale è necessario perchè expot che è molto attivo contro i flebotomi lo è poco contro le pulci...usandoli entrambi la protezione è completa!
Questo protocollo va applicato dopo il 5° mese di età.

Exspot è a base di permetrina ...una sostanza simile alla deltametrina, contenuta nello scalibor,il collare che molti adottano per la difesa dai flebotomi,ma sconsiglio il suo uso per la facilità con cui da reazioni allergiche. Inoltre se avete altri animali in casa il collare non lo potrete usare per il pericolo che si possano intossicare leccandolo.               Usando  expot in spot-on è sufficiente tener lontani gatti e conigli dal cane per 3-4 giorni.
Frontine combo è tossico solo per i conigli ...lo stronghold invece non richiede nessuna precauzione!

Exspot

Spendo solo poche parole a proposito di ADVANTIX…evitate di usarlo,da spesso disturbi allergici!

Tutti i prodotti sopra menzionati vanno usati in spot-on,cioè fialette contenenti un liquido che si applica sulla cute tra le scapole dopo aver allargato il pelo per scoprirla.
Procedete all'applicazione indossando dei guanti o lavatevi bene le mani se il prodotto viene a contatto con la pelle.
Questi antiparassitari vanno applicati almeno 2 giorni dopo il bagno e per i successivi 3 giorni è meglio non lavare il cane.  Bisogna aspettare almeno 48 ore in modo che i grassi della pelle a cui si lega il prodotto,siano nuovamente distribuiti.

E’ possibile trovare una zecca sul pelo del cane anche se è stato correttamente applicato l’antiparassitario. In genere si tratta di zecche appena salite,che moriranno nel giro di 48 ore .

Per accertarvi che il vostro cane non abbia pulci,potete adottare un metodo molto semplice:dividete il pelo e bagnatelo vicino alla pelle con un po’ d’acqua…la presenza di uova è rivelata da una colorazione rosata.

Ricordatevi che in una zona a rischio Leishmaniosi l’insetto che trasmette la malattia (flebotomo)è attivo da mezzanotte alle 4 di mattina,da maggio a settembre ,con le variazioni climatiche attuali anche per un periodo maggiore. Attuate perciò anche protezioni aggiuntive in casa, proteggete porte e finestre con delle zanzariere.

Per proteggerlo dalle zanzare all’aperto spruzzate il pelo del vostro cane con prodotti alla citronella o il classico Vape spray e in casa usate fornelletti o emanatori anti-zanzara. Purtroppo contro i flebotomi questi prodotti non hanno nessuna efficacia.


ATTENZIONE - Se avete somministrato il vermifugo l’antiparassitario andrà applicato dopo 5 giorni!

Protezione aggiuntiva contro le zecche
Se dovete portare il cane a passeggiare in zone dove il rischio zecche è più alto (passeggiate in campagna o in montagna),potete usare una protezione aggiuntiva...
esistono vari prodotti spray da spruzzare prima della passeggiata su zampe e pancia.
Io uso il Frontline spray.

Per continuare a leggere altri argomenti correlati 
"Come prendersi cura dei nostri cavalier king" 

giovedì 11 marzo 2010

Opinioni personali circa l’uso di Angels’ Eyes

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Dopo aver scritto il post su Angels' Eyes,il prodotto che consente di eliminare dal pelo sotto gli occhi le antiestetiche macchie bruno-rossastre dovute alla lacrimazione,mi sono posta molte domande pensando che quanto scritto potesse spingere qualcuno al suo uso sistematico per ragioni estetiche.
Il prodotto contiene un antibiotico,la tilosina... mi sono messa a cercare notizie sulla sua tossicità.
Viene descritto come medicinale che non presenta effetti collaterali,ma consentitemi di esprimere il mio parere da vecchia farmacista quale sono.
Un antibiotico non dovrebbe mai essere somministrato per anni in modo continuativo. Per Il prodotto in questione si consiglia una somministrazione giornaliera per tre mesi e,dopo questo periodo,quattro volte a settimana ,in questo modo il nostro cane avrà il musetto privo di macchie. Se il problema della lacrimazione non è dovuto a cause patologiche,bensì alla conformazione dell’occhio o a difetti dei dotti lacrimali,inevitabilmente alla sospensione della somministrazione si ripresenterà,obbligandovi a ripeterla…fino a quando continuerete così?

mercoledì 10 marzo 2010

Macchie antiestetiche provocate dalla lacrimazione,questo prodotto le elimina!

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Le macchie bruno-rossastre che si formano in seguito a una eccessiva lacrimazione sono un problema per molti cavalier king.
Dopo una visita dal veterinario oculista per stabilire che non ci siano patologie alla base della lacrimazione,si può ricorrere a questo prodotto che ne garantisce la scomparsa.
Trattandosi di un prodotto non per uso esterno,ma che viene assunto per via orale è bene prima di usarlo consigliarsi con il veterinario.
Ecco la testimonianza di Cri,collaboratrice in questo blog,che lo sta usando per il suo cavalier Lorenzo.


“Con questa testimonianza desidero solo dare dei suggerimenti,
sarà poi il vostro veterinario a dirvi cosa fare in caso di problemi oculari.
Molti Cavalier soffrono di eccessiva lacrimazione e spesso,ma non sempre, questo disturbo è da attribuire alla forma brachicefala delle loro teste, pertanto se si riscontra questo disturbo,consiglio di sottoporli a una visita oculistica veterinaria una volta l'anno.
E' bene tenere puliti gli occhi: ogni giorno, mattina e sera, pulirli con una garza imbevuta di acqua borica al 3%, partendo dall'interno dell'occhio verso l'esterno.
Se gli occhi sono arrossati dal vento, polvere, fumo, alcune gocce di euphralia collirio
contrasteranno le sensazioni fastidiose.
Quando invece si intuisce che il problema è batterico il vostro veterinario vi consiglierà
l'antibiotico adatto al caso.
Per evitare che la lacrimazione di colore rosa macchi il muso bianco del Cavalier provocando
quell'antiestetica riga rossa sotto gli occhi uso l'Angels' Eyes,una polvere da aggiungere al pasto.
Dopo una settimana le lacrime sono diventate bianche e il musetto
si sta scolorendo.” 






Vi allego le FAQ in documento PDF  sul prodotto e la loro traduzione in italiano.

FAQ ABOUT ANGELS’ EYES

FAQ ( traduzione in italiano )


ARGOMENTI CORRELATI
Pulizia degli occhi




Pulizia degli occhi

Gli occhi dei nostri cavalier vanno puliti quotidianamente per rimuovere residui di polvere,sporcizia e i residui della lacrimazione che potrebbero,ossidandosi,macchiare il pelo.
La lacrimazione eccessiva nei cavalier king è un disturbo frequente dovuto alla conformazione della loro testa.
Come le razze brachicefale (condizione in cui nello sviluppo del cranio la larghezza prevale sulla lunghezza)hanno una maggiore porzione di bulbo oculare esposta, in quanto in loro l'orbita è meno pronunciata e le  palpebre chiudendosi  esercitano un'azione detergente dell'occhio meno efficace. Per effetto di  questa minore pulizia naturale, l'occhio è più esposto all’azione degli agenti esterni che possono irritarlo o infettarlo e quindi  lacrima  più facilmente.
Un’eccessiva lacrimazione può anche essere provocata da  situazioni patologiche, tra cui ostruzione del dotto nasolacrimale, malformazioni delle palpebre o delle ciglia, infezioni congiuntivali o corneali. Se riscontrate una lacrimazione abbondante o un arrossamento o il cane si stropiccia l'occhio rivolgetevi al veterinario.
Per l'igiene degli occhi è bene pulirli con una garza imbevuta di acqua borica al 3%, acquistabile in farmacia, partendo dall'interno dell'occhio verso l'esterno e usando una garza per occhio; l'importante è non usare del cotone idrofilo per evitare di far penetrare nell’occhio qualche piccolo pelo.
L'acqua borica è tossica per ingestione,state attenti che il cane non la lecchi ...a tale scopo mentre lo pulite abbiate l'accortezza di tenergli fermo il muso.
Se la pulizia viene effettuata più volte al giorno potete alternarla con l’uso di una soluzione per l’igiene oculare,io uso  Natural Eye-Wash della Ingenya.
E’ buona norma pulire gli occhi al ritorno da ogni passeggiata.
Piccoli arrossamenti possono verificarsi spesso…in questo caso qualche goccia di Euphralia  collirio,a base di euphrasia e camomilla sfiammano e danno sollievo rapidamente.

Per approfondire le CURE QUOTIDIANE leggi anche
IL BAGNETTO
IL MANTO-CURA DEL PELO

martedì 9 marzo 2010

Lussazione congenita della rotula, e consigli per evitare le lussazioni traumatiche


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 Ho riportato queste notizie per farvi ben capire quanto sia importante la scelta dell'allevamento nella prevenzione delle malattie genetiche,ma anche per mettere bene in evidenza la differenza tra lussazione congenita e traumatica.
La lussazione congenita viene diagnosticata già nel cucciolo e si manifesta entro il sesto mese di età.
Dopo il sesto mese può comparire una lussazione in seguito ad eventi traumatici che,a seconda della loro gravità,possono essere trattati farmacologicamente con un antinfiammatorio o nei casi più gravi richiedere un intervento chirurgico.
A tale scopo è importante la prevenzione,molti incidenti succedono tra le mura domestiche.
Evitate di far correre i vostri cavalier sul pavimento di casa lanciando loro dei giochi o una pallina...il pavimento è sdrucciolevole e le loro zampe non hanno sufficiente presa.Riservate questi giochi quando siete all'aria aperta su terra o prato.
Evitate di farli saltare su letti e divani,per lo stesso motivo potrebbero avere una distorsione scendendo da soli.
Queste piccole precauzioni vi potranno evitare di correre dal veterinario!
A volte può succedere che un veterinario confonda queste lussazioni traumatiche con quelle genetiche,diagnosticandole dopo i sei mesi o in età adulta (non dovrebbe,ma succede)...non commento,traete voi le conclusioni...posso solo consigliare di sentire l’opinione di un  veterinario specialista in ortopedia e naturalmente di far eseguire sempre una lastra di controllo.

Approfondimenti
Prevenzione delle malattie genetiche

La Syringomyelia

lunedì 8 marzo 2010

Prevenzione delle malattie genetiche

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Nei cavalier king charles spaniel,come in moltissime altre razze,purtroppo è possibile si sviluppino malattie genetiche di vario tipo.
E' una caratteristica delle "razze pure" dovuta alla segregazione provocata dal mancato apporto di nuovo materiale genetico.
Ogni razza è predisposta a sue proprie patologie e può essere considerata come un'"isola genetica".
Oggi sono disponibili dei test genetici per l'identificazione di queste patologie,molto utili nel caso di quelle ad insorgenza tardiva,per le quali è possibile l'identificazione precoce. Utilizzando questi test è possibile accertare se un soggetto sarà sano,malato o portatore.
A questo punto penserete che il problema sia risolto...si fanno questi test e in base ai risultati ottenuti ci si regola per utilizzare o meno un cane come riproduttore. MAGARI FOSSE COSI'!
All'estero,Svizzera,Germania,Paesi Nordici e USA si sono mostrati sensibili a questo problema e li utilizzano per il monitoraggio di queste malattie nell'ambito delle varie razze della popolazione canina,ma per i cavalier king purtroppo non sono ancora disponibili test di questo tipo.
La legge italiana inoltre non prevede per ora controlli obbligatori sui cavalier king usati come riproduttori e l'unica soluzione è solo quella di acquistare cani ben selezionati.
Per quanto riguarda gli allevamenti con affisso ENCI sono previsti controlli radiografici per la displasia dell'anca e del ginocchio,ma solo per alcune razze e NON PER I CAVALIER KING! 
Nessun obbligo quindi è richiesto a privati e allevatori,lasciando tutto alla loro buona volontà.
Per questo ho raccomandato più volte in altri post di questo blog di chiedere sempre se siano stati fatti accertamenti ai genitori dei cuccioli per escludere le malattie genetiche più frequenti ( ecocardiogramma per le malattie cardiache,lastre per la displasia dell'anca e della rotula e visita oculistica per le patologie dell'occhio). Questo è l'unico modo per accertarsi  che il cucciolo che vi porterete a casa abbia un'altissima probabilità di essere sano,(la certezza non ve la darà mai nessuno e una piccolissima probabilità c'è sempre...anche in una stirpe di soggetti sani può verificarsi un caso di malattia genetica,la genetica purtroppo fa di questi scherzi,ma si tratta di percentuali assolutamente trascurabili!)
Vi metto i link relativi alla normativa ENCI citata prima(che purtroppo non riguarda i cavalier king,ma solo poche razze),anche per farvi notare che è previsto un monitoraggio relativo ad ogni specifica razza,ma solo su RICHIESTA delle rispettive associazioni.
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DISCIPLINARE PER IL CONTROLLO UFFICIALE DELLA DISPLASIA DELL’ANCA E DELLA DISPLASIA DEL GOMITO DEI CANI ISCRITTI AL LIBRO GENALOGICO
 
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PROTOCOLLO REGOLAMENTARE PER IL CONTROLLO DIAGNOSTICO DELLE PATOLOGIE GENETICHE DEI CANI ISCRITTI AL LIBRO GENEALOGICO DEL CANE DI RAZZA
Considerando il fatto che le analisi per il controllo delle più comuni malattie genetiche (non obbligatorie per tutte le razze) e l'esclusione dalla riproduzione dei soggetti che ne sono affetti,hanno il loro costo,ci si rende conto come sia i privati che gli allevatori,se vogliono mantenere prezzi decisamente concorrenziali,non si sognano nemmeno di farle queste analisi...chi le fa dovrà praticare prezzi adeguati alle maggiori spese sostenute.
Ovunque lo si compri un cavalier king ha il suo prezzo e cercare di risparmiare vuol dire correre molti rischi!



sabato 6 marzo 2010

IL BAGNETTO

Il bagnetto merita un discorso a parte,per tanti motivi ,ma il più importante è stabilirne la frequenza. La maggior parte dei veterinari consigliano di non farlo troppo spesso,addirittura non più di una volta al mese ho sentito dire!

Questo è un discorso valido x cani che vivono all'aperto,ai quali non è bene rimuovere la secrezione della pelle proprio per proteggere sia la pelle stessa che il pelo.

Per tutti i cani che vivono in casa un discorso di questo tipo non ha senso,il cane va lavato quando è sporco!

Un cavalier andrebbe lavato ogni settimana,il bagnetto può essergli fatto già la settimana successiva del suo arrivo a casa.
Dei prodotti da usare ne parlerò , quindi per ora vi darò solo dei consigli pratici.
Molta attenzione deve essere prestata a non far loro prendere freddo,specialmente nella stagione invernale.
Preriscaldate il bagno e mantenete al suo interno un ambiente caldo e confortevole per tutta la durata del bagno,fino a completa asciugatura.
Una volta terminato,non fateli uscire se prima non avrete gradualmente riportato la temperatura a quella del resto della casa...
io di solito apro la porta e mi tengo Scott in braccio fino a che la temperatura non si è uniformata.
Per quelli che già escono,ricordatevi di non farli andare subito in passeggiata,meglio aspettare almeno un'ora,meglio ancora se il bagno viene fatto la sera,dopo l'ultima uscita.
Attenzione alle finestre aperte e alle correnti d'aria,anche d'estate...nella stagione calda le finestre potranno rimanere aperte ,ma come ho già detto,non ci dovrà essere corrente.
L'asciugatura dovrà essere perfetta,asciugate con molta cura le orecchie e sotto le ascelle...sono i punti che più facilmente rimangono umidi.
Se il cane,secondo voi non è ancora perfettamente asciutto,potete chiuderlo dentro il trasportino e posizionare davanti un termoventilatore...a una certa distanza,mi raccomando,altrimenti rischiate di arrostirlo!!!
Si effettuano due lavaggi,massaggiandolo bene e facendo attenzione a non far andare lo shampoo negli occhi o dentro le orecchie. Lo shampoo va prima diluito in una piccola quantità di acqua e alla fine dei due lavaggi si applica il balsamo cercando di distribuirlo specialmente nei punti dove più facilmente si formano nodi  (inguine,ascelle,dietro le orecchie).
Per i cuccioli,non ci sono problemi di nodi,ma quando il pelo comincerà ad allungarsi controllateli ogni giorno,spazzolandoli,ma avendo cura di non toccare le orecchie per non spezzare il pelo...le orecchie vanno pettinate solo durante l'asciugatura.
Non trascuratele però,sentite con le dita se ci sono nodi,o qualcosa che si è impigliato durante la passeggiata...un piccolo nodino è meglio scioglierlo subito,aiutandovi con un po' di balsamo che servirà a far scorrere meglio il pelo sotto la spazzola.
Dopo averlo risciacquato,asciugatelo con un asciugamano di spugna,massaggiandolo bene e poi passate all'asciugatura.
Durante l'asciugatura il phon va tenuto ad una certa distanza per non rovinare il pelo e quando il vostro cucciolo sarà cresciuto,vi consiglio di acquistare un asciugatore professionale...sono un po' costosi,ma si accorciano notevolmente i tempi di asciugatura e il pelo rimane ancora più morbido e lucido,emettono aria a una temperatura ideale,non troppo calda come quella emessa da un phon.Indispensabile per chi di cani ne ha due o tre!
Quando è cucciolo potete Scott al suo primo bagnetto,aveva poco più di due mesiposizionarlo per l'asciugatura dentro il lavandino,mettendo sotto un asciugamano...io così mi sono trovata molto bene.

Scott a 5 mesi e mezzoScott a 10 mesi


ora che è cresciuto lo metto sopra il tavolino.
Scott a 2 anni
Per il lavaggio,quando sono cuccioli si Il primo bagnetto di Scottpuò utilizzare una bacinella di dimensioni opportune,
posizionata dentro la vasca.
Una volta cresciuti,se non stanno tranquilli e fermi durante il bagno,è meglio usare un guinzaglio di nylon da fissare ad es,alla doccia o a qualche altro punto a voi comodo.
Ecco i risultati  
 2 mesi10 mesi
adesso a 2 anni
Ricordatevi che bagni frequenti non solo garantiranno la salute e la bellezza del pelo del vostro cavalier,ma ridurranno anche la sua perdita...ne troverete quindi meno sparso su pavimenti e tappezzeria della vostra casa!